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29/02/2020

Annullato l’appalto del servizio 118 Il Tar: “La gara non era trasparente”

La Stampa - A. PRE.

Ivrea, accolto il ricorso della Croce Rossa eporediese IL CASO
La gara d'appalto non è stata trasparente. L'affidamento alla Croce Blu del servizio di trasporto d'emergenza 118 non è valido. È quanto hanno deciso i giudici del Tar Piemonte che hanno accolto il ricorso presentato dal comitato di Ivrea della Croce Rossa. Una sorta di «guerra tre la ambulanze» a colpi di carte bollate. La «Città della Salute» di Torino dovrà quindi ripetere la gara. Nel frattempo, per evitare che il servizio vada in tilt e lasci senza assistenza i pazienti che necessitano del 118, la convenzione con la Croce Blu resterà in vigore fino all'esito della nuova gara d'appalto. Ricorso a sorpresa Dal 1° gennaio, in virtù del bando annuale vinto, la Croce Blu, che ha sede nel Biellese, è subentrata alla Cri d'Ivrea nella gestione del servizio di emergenza di base. Un servizio che l'associazione eporediese ha svolto per decenni. La gara d'appalto ha riguardato il trasporto sanitario di emergenza per le postazioni di soccorso dell'ospedale di Ivrea (per un preventivo di spesa di 186 mila euro), e dei Comuni che fanno riferimento all'area eporediese (per un preventivo di spesa di 213 mila euro). Qualcosa come 67 mila chilometri all'anno percorsi dalle ambulanze per un totale di circa 4600 interventi. L'offerta della Croce Blu è risultata economicamente vantaggiosa per la Città della Salute che ha affidato il servizio all'associazione biellese. In Croce Rossa, però, si sono accorti di alcuni vizi di forma. Due in particolare, riguardanti i principi di pubblicità, imparzialità e trasparenza. Nel dettaglio, la stazione appaltante ha aperto le buste con l'offerta tecnica, i progetti di gestione e i preventivi di spesa, in seduta riservata. E la commissione è stata nominata prima della scadenza del termine fissato per la presentazione delle offerte. Poca trasparenza I giudici della prima sezione del Tar (presidente Vincenzo Salamone) hanno accolto i rilievi sollevati dalla Cri. «L'apertura delle buste non può avvenire in seduta riservata - scrivono i giudici - è infatti solo nel momento dell'accertamento dell'assenza di manomissioni o di alterazione dei plichi con le offerte che i concorrenti vedono realizzata la trasparenza dell'azione amministrativa». Per l'analisi delle offerte, la seduta avrebbe dovuto essere pubblica. E la commissione non può essere nominata in anticipo, al netto delle competenze dei membri, «dal momento che risulta palesemente violata la ratio di evitare che i concorrenti conoscano prima della presentazione delle offerte i nominativi dei componenti della commissione di valutazione, onde evitare che tale notizia possa orientare le offerte». La sentenza Per questi due motivi il Tar ha deciso che le aggiudicazioni alla Croce Blu Italia devono essere «annullate per invalidità derivata» ma fino ad una nuova gara non sarà possibile cambiare gestore. «La peculiarità del servizio, già avviato per esigenze precauzionali a far data dal primo gennaio 2020, non può infatti tollerare interruzioni di sorta, siccome volto a garantire il diritto fondamentale alla salute delle collettività interessate», confermano i giudici nella sentenza. La Città della Salute, che adesso dovrà predisporre un nuovo bando, è stata anche condannata a pagare le spese sostenute dalla Cri per il ricorso al Tar. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

67.000

4600

sono gli interventi che il 118 deve effettuare in media ogni anno nel Canavese

sono i chilometri annui percorsi dalle ambulanze nell'area canavesana


Foto: Dal 1° gennaio 2020 il servizio era affidato alla Croce Blu di Biella