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08/06/2021

Andrea RocchiLIVORNO. Nessuna offerta dentro la bu…

Il Tirreno - Andrea Rocchi

Andrea RocchiLIVORNO. Nessuna offerta dentro la busta. L'asta per gestire l'ippodromo per un anno, prorogabile a due, va deserta. Ora la strada per aprire il Caprilli con le sei giornate di corse estive, da metà luglio a Ferragosto, si complica. E dopo la scelta della giunta di destinare all'ippodromo 2,3 milioni dall'avanzo di bilancio, già al centro di feroci polemiche politiche, il flop del bando rischia di affondare ogni progetto. Ma il sindaco Luca Salvetti tira avanti e vede il bicchiere mezzo pieno. In estate si riaprirà, assicura. Ma un ippodromo senza i cavalli - chiediamo - quanto potrà durare? Chi e come gestirà le sei corse, ammesso che si facciano, dato che il tempo stringe? Salvetti garantisce che i soldi ci sono. Che il viaggio al Mipaaf a primavera non è stato inutile. Che le risorse promesse non sono per i lavori, come qualcuno ha detto, ma per il montepremi ed il sostegno al cartellone ippico. E che da oggi inizierà un percorso nuovo: sarà il comune a cercare, attraverso una trattativa privata, il gestore del Caprilli e delle giornate estive di galoppo. Ed allora le condizioni saranno diverse da quelle del bando. Il sindaco è consapevole che i criteri e le regole dell'avviso di gara hanno tagliato fuori un po' di eventuali pretendenti. Alcuni - come Attilio D'Alesio attraverso la Caprillina - si sono tirati fuori pubblicamente. Altri hanno contestato il bando, spaventati dal canone annuo di concessione, 80mila euro, ritenuto troppo impegnativo, ma anche dalla richiesta del requisito di un fatturato di almeno 3 milioni per gli ultimi tre anni, valutato eccessivo considerando che il 2020 è stato contrassegnato dallo stop per la pandemia. «Con questo bando volevamo che si presentassero realtà solide», dice Salvetti. «Ma se mettiamo un canone di 10mila euro come per il palasport si polemizza. Qui bisogna decidersi». Sta di fatto che adesso le condizioni per la concessione del Caprilli dovranno mutare e probabilmente non a favore dell'ente pubblico. La giunta - spiega il sindaco - sta cercando un percorso alternativo. Che significa, cercare un partner affidabile e trovare un accordo. Il bando per assegnare i lavori, invece, è andato a buon fine e consentirà di attrezzare l'ippodromo già per l'estate quando comunque riaprirà al pubblico. Recentemente sono stati affidati alla Il Carro, società cooperativa agricola, interventi per mettere in sicurezza le luci e sistemare la pista (poi subappaltati alla Lumar Impianti srl): un pacchetto da 97.600 euro. Ma il grosso, affidato ad un consorzio di imprese toscane, riguarda 1,8 milioni fra opere edili (730mila euro), interventi sul verde (177mila euro), impiantistica (512mila) a cui si aggiungono cifre per sicurezza e lavori in economia. Tanto per capire, l'intervento più consistente dal punto di vista edilizio è la sistemazione della palazzina della direzione con la stanza dei fantini, la sauna, gli spogliatoio. E proprio per permettere lo svolgimento delle corse e la ristrutturazione complessiva dell'ippodromo la giunta aveva deciso di dividere i lavori sulla base di due diverse priorità. Quelli più urgenti, proprio per assicurare i premi estivi del galoppo. Oggi il comune punta sull'ippodromo anche per l'organizzazione degli eventi: un appuntamento di Scenari di Quartiere, dedicato alla figura di Federico Caprilli, sarà organizzato all'interno della struttura ardenzina. Ma "abbiamo già un programma di iniziative, tra cui una serie di concerti, che ci permetteranno di richiamare all'ippodromo tanti livornesi che potranno tornare a godere di un bene così prezioso sul lungomare". C'è da capire poi se questa mancata risposta del mondo ippico sia solo legata alle condizioni del bando o non denoti piuttosto la paura degli imprenditori del settore di fronte ad uno scenario così breve di investimento, in attesa che si definisca il destino dell'ippodromo livornese. Che probabilmente non potrà più alimentarsi solo ed esclusivamente con le corse di galoppo. --© RIPRODUZIONE RISERVATA