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28/08/2018

«Andiamo a piedi a ritirare i pacchi ma almeno si riprende a lavorare »

Il Secolo XIX - Francesca Forleo

Il crollo del Morandi Viaggio tra le piccole e medie aziende che erano state inizialmente incluse nell'area off limits: il perimetro è stato ridisegnato per consentire il ritorno all'attivit à . « Possiamo ripartire ma operare a pieno regime è un'altra cosa » LA STORIA
personalmente gli scatoloni che i corrieri lasciano all'Ikea, perch é non riescono ad arrivare fino alla sede.Ma abbiamo riaperto, è questa la cosa importante » . Andrea Castagna, 48 anni, titolare dell'azienda di stampa di magliette e accessori Eshirt, è uno dei 1.400 lavoratori che, da ieri, sono fuori della zona rossa. Effetto della rimodulazione del perimetro della zona rossa che ha consentito ad Ansaldo di riaprire la palazzina 1 (750 dipendenti) e ad altre 600 persone, tra imprenditori e dipendenti, di riprendere le attivit à .Ieri Castagna è potuto ritornare nella sede della sua azienda, all'interno dell'incubatore Filse di via Greto di Cornigliano. Con lui, 5 dei 7 dipendenti che lavorano per la Eshirt. « I grafici Valentina e Luca li abbiamo fatti lavorare da casa: abitano lontano da Campi e si spostano con i mezzi pubblici, visto che possono comodamente disegnare da casa, non li abbiamo fatti venire » . Nelle due settimane di chiusura, Castagna - che apr ì la Eshirt dodici anni fa quasi per gioco - ha perso diverse migliaia di euro di ordini che non ha potuto evadere. « Fortunatamente non si tratta di commesse a lungo termine, noi stampiamo magliette, - spiega - ma, certo, abbiamo dovuto interrompere la produzione » . Residente in piazza Colombo, Castagna si sente fortunato non solo perch é non ha subito troppi danni ma perch é il suo commercio è tutto su internet. « Gli ordini vengono effettuati direttamente dal sito - spiega altrimenti sarei in difficolt à come tanti colleghi che, pur avendo riaperto, restano comunque irraggiungibili a causa della logistica. Come dicevo, dobbiamo ritirare i pacchi dei corrieri personalmente. Loro li lasciano all'Ikea » . Rientrare non è stato facile per nessuno. « Io avuto nella notte di domenica la nuova ordinanza sulla zona rossa eppure, al mattino (di ieri, ndr), le forze dell'ordine in presidio ai varchi non avevano ancora ricevuto la comunicazione e non ci volevano fare passare » , racconta, ad esempio, Antonio Fabbri, direttore della Teknica, di via Argine Polcevera 9: 50 dipendenti e 20 collaboratori per l'azienda che ha ristrutturato anche la Lanterna e Palazzo Grillo. « Non siamo più nella zona rossa e questo è un bene perch é possiamo riaprire - dice Fabbri - ma lavorare è un'altra cosa. Nei giorni dell'emergenza, per portare a termine un appalto in una scuola di Milano, abbiamo dovuto affittare un laboratorio per realizzare i serramenti da installare entro l'inizio delle lezioni » . Anche la Arced di Fulvio Artico, 58 anni, alla Liguria Diesel di via Argine Polcevera 13 rosso, potr à riaprire e lo far à il 3 settembre, con tutti e 12 i suoi dipendenti. « C'è ancora troppo trambusto qua davanti - dice Artico - ho lasciato ai ragazzi qualche altro giorno di vacanza prima della ripresa » . Sono comunque ancora un migliaio i lavoratori, titolari o dipendenti di aziende piccole e grandi, il cui luogo di lavoro resta nella zona rossa. Senza contare che l'emergenza coinvolge anche attivit à che pur non essendo comprese nella zona rossa, area off limits, soffrono l'isolamento e la mancanza di passaggio. « Il modulo che stiamo preparando insieme alla Regione per le imprese della zona rossa varr à per tutto il territorio ligure » , spiega l'assessore al commercio Paola Bordilli che ha attivato anche al centro civico di Buranello un tavolo informativo per le attivit à economiche, oltre a quelli gi à aperti a Tursi e alla scuola Caffaro di via Gaz. -