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16/06/2019

Ancisi: «Esposto sulla doppia piscina. Serve gara pubblica»

QN - Il Resto del Carlino

IL CASO «LA REVISIONE DEL PROGETTO SI RENDE NECESSARIA PER LA COSTRUZIONE DELLA SECONDA STRUTTURA»
«NON può essere Arco Lavori a riformulare il progetto per la riqualificazione della piscina di via Falconieri». Lo sostiene il capogruppo di Lista per Ravenna, Alvaro Ancisi, che ha scritto in proposito al responsabile Anticorruzione e Trasparenza presso il Comune di Ravenna. La revisione del progetto si rende necessaria perchè il Comune ha acquisito un terreno confinante con l'attuale impianto per costruirci una seconda piscina. In questo modo vengono accolte le richieste delle associazioni natatorie di avere anche una nuova piscina di 50 metri (oltre a quella che verrà ristrutturata) e di non interrompere l'attività durante i lavori edilizi. Tecnicamente il Comune ha così chiesto ad Arco Lavori di rimodulare il project financing (finanza di progetto) a questo nuovo quadro immobiliare. E qui interviene Ancisi, per il quale quella che viene richiesta ad Arco Lavori non è un semplice aggiustamento del progetto esistente, bensì una nuova progettazione che tenga conto delle novità intercorse. « Leggendo la deliberazione n. 248 della giunta comunale - afferma Ancisi - appare chiaro che si intende dar corso ad un altro progetto, consistente, in poche parole, nel costruire due nuove piscine, non più una sola». 'L'implementazione degli attuali spazi acqua' richiesta ad Arco Lavori «viene infatti richiesta tramite un impianto natatorio di 4.080 metri quadrati tutto da inventare, ubicato in una superficie fondiaria esterna all'area del progetto Arco, non importa se e quanto 'adiacente' (come scritto), ma con proprie problematiche, non certo di poco conto. Niente a che fare col vecchio e ormai superato progetto e coi suoi contenuti strutturali». Per Ancisi sono così venute meno le condizioni «perché il project financing di Arco Lavori sia approvato». L'amministrazione comunale deve invece intraprendere «la strada maestra della finanza di progetto, regolata dall'articolo 183 del Codice degli appalti, attivando un intervento di iniziativa pubblica, non più privata, che significa mettere in gara un proprio progetto di fattibilità, per la cui redazione, peraltro, non le mancano certo i tecnici».