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05/11/2020

Anche la pubblicità può compensare il professionista

Il Sole 24 Ore - Guglielmo Saporito

TAR MILANO
Lo studio di ingegneria può aggiudicarsi la gara della Pa anche se l'offerta è bassa
Tempi di utili modesti nei rapporti tra professionisti e Pa: anche la pubblicità può essere una retribuzione. Questo è il principio adottato dalla sentenza del Tar di Milano 30 ottobre 2020 numero 2044, decidendo una lite che contrapponeva studi di ingegneria, avversari in una gara per la realizzazione di una scuola pubblica. La cordata sconfitta contestava al vincitore l'offerta di prezzi bassi in modo anomalo, tali da non poter essere remunerativi: in particolare, il numero delle ore necessarie per la presenza tecnica in cantiere, non corrispondeva alla durata del cantiere medesimo, e in conseguenza l'offerta appariva poco seria.

Diverso è stato l'orientamento dei giudici, che distingue tra singoli errori di calcolo e offerte non sostenibili. Nell'indicare le singole voci di costo, sono infatti possibili errori circa i valori economici dell'offerta, errori che possono essere rettificati.

La presenza di un errore, tuttavia, non basta a far dubitare della serietà attendibilità dell'offerta, e quindi non può generare un giudizio di anomalia dell'offerta. In altri termini, l'anomalia non deve riguardare singoli valori, ma solo la sostenibilità in sé dell'offerta.

L'offerta è anomala se gli errori nel computo di alcuni elementi economici erodono la soglia minima di utile, al di sotto della quale l'offerta va ritenuta anomala.

Va così considerato anomalo solo il guadagno che sia azzerato: infatti al di fuori dei casi in cui il margine positivo risulti pari a zero, non è possibile stabilire una soglia minima di utile al di sotto del quale l'offerta deve essere considerata anomala, poiché anche un utile apparentemente modesto può comportare un vantaggio significativo, sia per la prosecuzione in sé dell'attività lavorativa, sia per la qualificazione, la pubblicità, il curriculum derivanti per l'impresa dall'essere aggiudicataria e aver portato a termine un appalto pubblico (Tar Lazio, 8992 /2020, sui lavori di messa in sicurezza della scuola pubblica).

In altri termini, l'interesse all'aggiudicazione di un appalto pubblico, nella vita di un operatore economico, va oltre l'interesse all'esecuzione del servizio in sé e ai relativi ricavi diretti, collegandosi all'immagine dell'impresa, al suo radicamento nel mercato, all'ampliamento della qualità industriale o commerciale dell'azienda e al suo avviamento.

Questo orientamento è condiviso dal Consiglio di Stato (270/2018), che ha ritenuto possibile un utile esiguo per lavori a una casa circondariale.

Gli stessi principi sono adottati dalla stessa amministrazione centrale, che nel 2019 ha chiesto attività di consulenza a titolo gratuito. Il bando è stato contestato da ordini professionali, ma il Tar Lazio (11410/2019) ha ritenuto che nel vigente ordinamento nulla impedisce che il professionista, senza violare i codici deontologici, presti la propria consulenza senza pretendere alcun corrispettivo in denaro.

È quindi corretto l' avviso pubblicato sul sito del Mef, diretto ad esponenti del mondo accademico e professionisti, con il quale l'Amministrazione intendeva creare un supporto tecnico a elevato contenuto specialistico di professionalità altamente qualificate, per svolgere consulenze a titolo gratuito, sul diritto nazionale ed europeo societario, bancario e dei mercati e intermediari finanziari.

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