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09/05/2020

Anche i centri estivi navigano nell’incertezza

QN - La Nazione

Le scelte del Comune
EMPOLESE VALDELSA Come e dove organizzare quest'anno i centri estivi? Quali misure anti-contagio dovranno essere messe in atto? In attesa di indicazioni da parte del governo, il Comune di Empoli si è portato avanti pubblicando un avviso per ricercare soggetti interessati a predisporre in sicurezza le attività estive per i più piccoli. «Questo bando per i centri estivi rappresenta un primo passo concreto nella costruzione di una strategia per i servizi dedicati a infanzia e adolescenza in tempi di Covid19 - spiega il sindaco Brenda Barnini -. A differenza degli anni passati, dove il bando dava automaticamente luogo all'organizzazione dei centri estivi, quello che vogliamo fare quest'anno è farci trovare pronti con una co-progettazione da fare insieme ai soggetti proponenti per quando arriveranno dal governo indicazioni per attivare l'offerta educativa. Attivarsi da oggi significa infatti garantire che già dal mese di giugno, in caso di direttive nazionali, saremo pronti a far partire i corsi. Più in generale le esperienze di educazione all'esterno in questo momento potranno essere molto preziose anche per indirizzare le attività del prossimo anno scolastico». La sospensione dei servizi educativi e scolastici ha determinato, e sta determinando tuttora, situazioni di 'isolamento' che possono compromettere una crescita adeguata dei bambini. Nel frattempo l'ente locale ha anche attivato gruppi di co-progettazione formati da esperti sulle attività e sul loro svolgimento in sicurezza. Chi si candida a organizzare i centri può chiedere di farne parte. L'avviso per i centri è rivolto a enti del terzo settore, società, soggetti pubblici e privati. Il documento, i requisiti e altre informazioni sono disponibili sul sito del Comune. L'obiettivo 'progetto centri estivi' nell'emergenza sanitaria è quello di organizzare attività educative nella massima sicurezza per ragazzi e operatori. L'idea è quella di creare gruppi ristretti di bimbi, che non si mischino. Le attività si terranno prevalentemente in aree esterne, parchi, giardini pubblici, giardini delle scuole. È previsto un alto rapporto fra educatori e bambini, in particolare per i bimbi a 1 a 3 anni, per garantire che vengano rispettate le norme di sicurezza. I centri, presenti in ogni frazione e quartiere, si volgeranno secondo l'educazione all'esterno, metodo che promuove il cambiamento dei comportamenti, stimola e motiva il bambino e favorisce la socializzazione. Si lavorerà all'aperto, individualmente o in piccoli gruppi, in un clima emotivamente coinvolgente. Mascherine? Tutto il personale le indosserà così anche i ragazzi tra i 6 e 14 anni. Nella fascia 3-6 anni si valuterà la possibilità di far acquisire confidenza all'uso della mascherina usando il gioco. I.P. © RIPRODUZIONE RISERVATA