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10/12/2019

Anche Gesmundo boccia la newco di Aqp con i privati «Troppi ritardi e inefficienze, vogliamo conoscere il piano»

Corriere del Mezzogiorno

L'intervista
Il segretario della Cgil: meglio le professionalità interne
di Vito Fatiguso L a c r e a z i o n e d i u n a newco fra Acquedotto Pugliese e i privati non convince i sindacati. Perché affidare, senza criteri ben definiti (e oggettivi ritorni), appalti per 637 milioni rischia di produrre una «privatizzazione» di fatto su uno dei core business di Aqp: il controllo sull'efficienza della rete idrica. Nei quattro anni di gestione targata Michele Emiliano (il governatore esercita funzioni di nomina del management e indirizzo complessivo della società) forse la Cgil ha assunto p o s i z i o n i p i ù m o r b i d e , puntando sempre al dialogo. Ma a pochi mesi dal termine del mandato di Emiliano il bilancio sembra essere alquanto magro e il segretario generale della Cgil Puglia, Giuseppe Gesmundo, spiega le motivazioni chiedendo un vertice, insieme alle altre sigle, che possa salvare il salvabile. Gesmundo, le piace l'idea di newco con le multinazionali? «Sinceramente non capiamo il senso del partire dalla forma, dal contenitore, e non dai contenuti. Pensiamo che un asset strategico per la Puglia, come Aqp, debba in primis dotarsi di un piano industriale che affronti la gestione integrata dell'acqua e le prospettive di sviluppo, che persegua logiche di efficientamento sia sul piano dei servizi idrici sia su quello economico, garantendo una gestione pubblica». Ma il piano industriale c'è. È negli uffici della Regione da quasi un anno. Sa la particolarità? È riferito al triennio 2019-21. Se va bene servirà per un anno. «Ci sono degli evidenti ritardi del management e della politica. Per questo chiediamo di essere convocati e conoscere il piano strategico elaborato da Aqp. Si tratta della stazione appaltante più grande della Puglia». Peccato che negli ultimi tre anni (2016-18) abbia prodotto cinque volte in meno rispetto agli standard. Sarà anche per il depotenziamento dei ruoli interni? «Quella della newco è una storia che non ci convince. Come richiesto dalle sigle di categoria Aqp farebbe bene a investire sulle proprie risorse professionali, sulla sua capacità operativa e sul suo modello di gestione aziendale anziché esternalizzare i servizi. Parliamo dell'ottava realtà pugliese per fatturato che ha saputo in questi anni adempiere alla sua missione anche grazie ad una serie di scelte condivise con le organizzazioni sindacali». Assumere ingegneri e progettisti potrebbe rendere Aqp più competitiva? «Ci sono tante risorse da spendere per le opere, anche quelle comunitarie. Assumere significa non dipendere dai privati: le tecnologie si possono acquistare, ma la competitività si realizza sul campo. Occorre proseguire su questa strada e formulare un piano industriale onde evitare future crisi come quelle che stanno caratterizzando altri settori strategici della nostra economia».

La vicenda

● Nelle settimane scorse Simeone Di Cagno Abbrescia (nella foto), presidente di Aqp, ha comunicato la prossima nascita di una newco che prevedrà la presenza di privati al fine di recuperare le perdite nella rete. La decisione ha sollevato molte polemiche.

Foto: Pino Gesmundo Non capiamo il senso del partire dalla forma, dal contenitore e non dai contenuti