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05/08/2020

Anche De Luca è nei guai

Libero - FAUSTO CARIOTI

Indagine sulla sanità campana
➔ a pagina 6 ■ A conferma che gli appalti sanitari nei giorni bui dell'epidemia sono stati un campo minato, nel quale era facile mettere il piede in posti sbagliati e fare bum, sono finiti nei guai pure gli uomini del divo televisivo dell'anno, il governatore campano Vincenzo De Luca, esponente del Pd. L'indagine partita nei giorni scorsi da un dirigente della Asl Napoli 1 si è allargata, anzi arrampicata su per i rami del potere regionale, e ora sono indagati pure il consigliere Luca Cascone, fedelissimo del governatore, e il professor Corrado Cuccurullo, numero uno della centrale per gli acquisti, messo lì due anni fa proprio dall'ex sindaco di Salerno. Siamo a un centimetro da De Luca, dunque. A poche settimane dal voto in cui lui stesso è dato favorito per la riconferma. La cosa, però, non pare suscitare interesse, tantomeno scandalo. Sotto la lente della procura di Napoli c'è la realizzazione dei "Covid Hospital" prefabbricati di Salerno, Caserta e del quartiere napoletano di Ponticelli. Quest'ultimo oggi ha 72 posti pronti e ne attende ulteriori 48, gli altri avranno 24 posti l'uno e ancora non sono entrati in funzione (chissà se saranno mai terminati, a questo punto). Un maxi-appalto complessivo da 18 milioni di euro. «Lavoriamo per essere pronti e per evitare sit u a z i o n i e s t r e m e com'è accaduto al Nord, dove l'aumento del numero dei contagiati ha determinato s i t u a z i o n i d r a m m a t i che. Abbiamo dunque deciso di pubblicare nel più breve tempo possibile la gara, con procedure eccezionali, e con scadenza già nella giornata di domani», spiegò De Luca il 17 marzo. Le toghe, però, ora ipotizzano che la fretta sia servita a coprire illegalità. I reati che hanno scritto nel fascicolo si chiamano turbativa d'asta e frode nelle pubbliche forniture. L'appalto fatto dalla Regione, in sostanza, è ritenuto troppo selettivo, al punto da credere che fosse stato compilato "su misura" per far vincere l'azienda che se lo aggiudicò. Pur non avendo alcun incarico u f f i c i a l e nell'unità di crisi regionale allestita da De Luca durante l'emergenza, Cascone si ritagliò uno spazio importante, mettendo in contatto fornitori e amministrazione. «Mi sono reso disponibile cercando di risolvere qualche problema, agendo sempre con correttezza», è la sua versione. Che però non pare convincere i magistrati, i quali gli hanno perquisito casa e ufficio e sequestrato computer e telefono cellulare. Le somiglianze con l'inchiesta che vede coinvolto il leghista Attilio Fontana iniziano e finiscono col periodo di riferimento e l'ambito sanitario. La differenza principale, ovviamente, è che il governatore lombardo è indagato dalla procura e quotidianamente rosolato da tutti i media, mentre quello campano non pare nemmeno sfiorato dalla vicenda. De Luca non ne parla e l'attenzione degli organi d'informazione è prossima allo zero. Eppure la cifra di cui si parla è trentacinque volte più alta di quella del contratto per la fornitura dei camici in Lombardia, che peraltro i contribuenti non hanno mai pagato. Solo alcuni rivali di De Luca provano a far notare l'enormità della vicenda. Maurizio Gasparri è (tanto per cambiare) il più battagliero. Dice che «bisogna puntare i riflettori su questa vicenda. Risalire tutta la filiera che riguarda gli uomini che governano la Regione secondo le indicazioni di De Luca. È la vicenda delle vicende. Lo scandalo degli scandali. Quando Zingaretti decide di spendere milioni e milioni di euro per acquistare mascherine fantasma si dice che è parte lesa, mentre per noi non è così. Ora che la vicenda investe De Luca e la Campania scatteranno gli stessi meccanismi giustificatori?». Gasparri chiede il ritiro «immediato» della candidatura del governatore e promette di vigilare «su di lui, sulla procura e su eventuali inerzie». La candidata grillina alla guida della Regione, Valeria Ciarambino, denuncia che «nella Campania di De Luca, dove non c'è codice degli appalti che tenga, il consigliere regionale Luca Cascone, autonominandosi "volontario", si mette a gestire senza alcun titolo soldi pubblici». Sembra però che tutti gli altri la considerino una storia piccola, di pochi spiccioli, accaduta in un'amministrazione insignificante, governata da chissà quale sconosciuto.

La vicenda

I COVID HOSPITAL ■ L'inchiesta riguarda la realizzazione dei "Covid Hospital" di Salerno, Caserta e del quartiere napoletano di Ponticelli: un appalto da 18 milioni LE ACCUSE Le accuse sono turbativa d'asta e frode nelle pubbliche forniture e riguardano due fedelissimi di De Luca ■

Foto: Vincenzo De Luca (LaPresse)