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10/09/2020

«Anche Cornigliano penalizzata dai bandi» Maxi-assemblea per rilanciare il quartiere

Il Secolo XIX - m. gra.

MASSIMILIANO BRAIBANTI Parla il portavoce dei residenti nella Zona Arancione
Il colloquioUn débat public per mettere insieme il fronte degli esclusi. È questo il senso di un incontro convocato per il 15 ottobre a Cornigliano dal Comitato Zona Arancione, associazione di cittadini che raduna commercianti, imprenditori e abitanti danneggiati dal disastro del Ponte Morandi e in gran parte esclusi dagli aiuti: «Si parla spesso di Certosa e Sampierdarena - spiega il presidente del comitato Massimiliano Braibanti -, ma la verità è che anche Cornigliano è a tutti gli effetti zona arancione. Anche qui i danni all'economia sono stati enormi, e anche qui molte piccole e medie imprese sono state escluse dalla macchina degli aiuti». La grande battaglia del Comitato Zona Arancione riguarda la distribuzione dei fondi per l'emergenza: «In modo del tutto inspiegabile, i bandi per le erogazioni una tantum hanno tagliato fuori chi ha tenuto comunque aperto il negozio, proprio per fronteggiare un momento di difficoltà, e le srl. Su quest'ultimo punto abbiamo chiesto un parere formale all'avvocatura della Regione. Qualcuno deve dirci dove sta scritto e chi ha deciso che questo tipo di società non possono accedere ai fondi del Decreto Genova. Non è troppo tardi per rimediare e dirottare parte di quei 13 milioni avanzati su chi non ha avuto ancora accesso ad alcun beneficio». A ospitare l'assemblea pubblica sarà lo spazio Celano Boxe, in piazza Claudio Monteverdi. Una palestra ampia, che può ospitare fino a mille persone e consentire una manifestazione simile nel rispetto del distanziamento sociale imposto dalle regole anti-Covid. «Non dovremmo essere solo noi a portare avanti queste istanze - dice ancora Braibanti -. Talvolta ci troviamo a sopperire a carenze sentite da tutta la categoria. Commercianti e negozianti spesso si sentono abbandonati a se stessi, non sanno come muoversi e allora vengono da noi».Il Comitato Zona Arancione, assistito dagli avvocati Raffaele Caruso e Andrea Mortara, ha portato avanti anche due iniziative giudiziarie. Una penale, e riguarda un esposto sulle tariffe autostradali, con l'ipotesi d'una violazione dei doveri di concessione. Secondo il Comitato Autostrade avrebbe incamerato i profitti dei pedaggi senza eseguire la dovuta manutenzione: la Procura di Genova alcuni giorni fa lo ha trasferito per competenza a Roma. La seconda azione legale è di tipo civile, una class-action contro Autostrade per l'Italia per chiedere i cosiddetti «danni indiretti». «Hanno liquidato le famiglie delle vittime e gli sfollati - ricorda Braibanti -, ma intorno alMorandi è collassata un'intera economia. Tutti ci hanno sbattuto la porta in faccia: Autostrade non ha voluto nemmeno riceverci e molti di noi sono stati esclusi dagli aiuti del Decreto Genova». --m. gra.© RIPRODUZIONE RISERVATA