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05/03/2020

Anche appalti non formalizzati fanno scattare i nuovi controlli

Il Sole 24 Ore Dossier - Giampiero Falasca

L'ambito oggettivo/2 IL PERIMETRO DELLE NUOVE REGOLE
Per evitare contratti simulati procedura applicabile a tutti gli accordi al di là del nome
La procedura di controllo sulle ritenute fiscali non si applica a tutti i rapporti commerciali dell'impresa, ma è obbligatoria sono nel caso di utilizzo di alcune forme contrattuali. La legge precisa, in particolare, che rientrano nel campo di applicazione della procedura sia l'affidamento di opere, sia quello di servizi, a patto che questo accada mediante l'utilizzo del contratto di appalto. Il riferimento alla fattispecie contrattuale avviene mediante l'utilizzo di una formula aperta, scelta volutamente dal legislatore per evitare che qualcuno cerchi di aggirare, mediante il ricorso a contatti simulati, l'adempimento dei nuovi obblighi. In tale prospettiva, la legge precisa che sono soggetti alla nuova disciplina, oltre che quelli regolati da appalto, anche gli affidamenti di opere e servizi previsti da accordi di subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati. Quest'ultimo inciso - «rapporti negoziali comunque denominati» chiarisce il concetto appena descritto: ai fini dell'applicazione delle nuove disposizioni tributarie in materia di Iva e di ritenute fiscali nei confronti dei lavoratori dipendenti, ciò che assume esclusiva rilevanza non è il nomen iuris attribuito dalle parti ai contratti stipulati, ma l'effettiva sussistenza delle condizioni previste dal legislatore. soglia di 200mila euro Questo vuol dire che, anche se il contratto non è formalmente definito come "appalto", la procedura di cui all'articolo 17 bis del Dlgs 241/1993 trova applicazione ogni volta che tra due parti viene siglato un accordo il quale prevede l'erogazione di un servizio o il compimento di un'opera da parte di un soggetto che coinvolge prevalentemente manodopera, che opera presso le sedi di attività del committente e che utilizza beni strumentali di proprietà del committente (o comunque a esso riconducibili in qualunque forma), ove il costo complessivo dell'opera o del servizio superi la soglia dei 200mila euro. La circolare n. 1/2020 dell'agenzia delle Entrate fornisce un esempio utile a chiarire il concetto. Se due parti sottoscrivono un contratto di cessione dei beni con posa in opera, la procedura prevista dall'articolo 17 bis si applica se ci sono tutti gli altri elementi previsti dalla norma (personale, sede, mezzi, valore), senza considerare il nome formale del rapporto. Non rientrano, invece, nella procedura i contratti di somministrazione di manodopera, nonostante qualche incertezza iniziale. La circolare 1/E ha fatto chiarezza sul punto, precisando che il contratto commerciale di somministrazione non può rientrare nel perimetro delle nuove regole in quanto si concretizza nella messa a disposizione di personale a terzi da parte di imprese appositamente autorizzate e non, invece, nella realizzazione di un'opera o un servizio (come prevede la normativa appena introdotta). Questa lettura è corretta: la somministrazione regolare è la negazione stessa del fenomeno che l'articolo 17 bis intende combattere (gli appalti labour intensive), e sarebbe quanto meno paradossale accomunare le due fattispecie. Nella stessa prospettiva, la circolare chiarisce che le nuove regole non si applicano nemmeno alle forme di fornitura di manodopera espressamente previste e autorizzate da leggi speciali, come il lavoro temporaneo portuale (disciplinato dalla legge n. 84/1994). La circolare afferma che l'articolo 17 bis si applica, invece, ai casi di somministrazione illecita. Questa affermazione appare superflua in quanto la somministrazione illecita si realizza quando c'è un contratto di appalto (o un distacco), e questo diventa illecito in quanto maschera la fornitura di lavoratori: fattispecie pacificamente rientranti nella portata dell'articolo 17 bis. Pare oscuro, invece, il passaggio della circolare in cui si afferma che l'articolo 17 bis si applica ai «contratti tipici» di somministrazione quando siano effettuati in violazione della normativa settoriale; considerato che la somministrazione "tipica" non rientra nella portata della norma, non si vede in che modo una violazione sostanziale (ad esempio, una irregolarità sulle causali) possa avere come conseguenza l'applicazione di una procedura che, in ogni caso, riguarda fattispecie differenti. In merito agli appalti di servizi, la circolare fornisce un chiarimento importante quando afferma che «il concetto di manodopera ricomprende tutte le tipologie di lavoro, manuale e intellettuale». Questo chiarimento avrà un grande impatto su tutte le società che fornisco servizi di tipo intellettuale (consulenza, ecc.), che ricadranno nel perimetro delle nuove regole qualora ricorrano tutti gli altri requisiti previsti dalla legge (personale, sede, mezzi e valore).

i contratti di somministrazione fuori dall'ambito dell'articolo 17 bis

Il perimetro La nuova procedura di controllo in materia di Iva e ritenute fiscali nei confronti dei lavoratori dipendenti si applica in caso di affidamento di opere e servizi mediante l'utilizzo del contratto di appalto. Più precisamente, sono soggetti alla nuova disciplina, oltre che quelli regolati da appalto, anche gli affidamenti di opere e servizi previsti da accordi di subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati se il costo complessivo dell'opera o del servizio superi la soglia dei 200mila euro L'obiettivo Il riferimento ai rapporti negoziali comunque denominati chiarisce che ai fini dell'applicazione delle nuove disposizioni tributarie ad assumere esclusiva rilevanza non è il nomen iuris attribuito dalle parti ai contratti stipulati, ma l'effettiva sussistenza delle condizioni previste dal legislatore. Vale, quindi, anche se il contratto non è formalmente definito come «appalto» La somministrazione Come è stato chiarito dalla circolare 1/E delle Entrate sono esclusi, invece, dalla procedura i contratti commerciali di somministrazione di manodopera perchè si concretizzano nella messa a disposizione di personale a terzi da parte di imprese appositamente autorizzate e non, invece, nella realizzazione di un'opera o un servizio