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19/05/2020

Ancea muso duro: il decreto Rilancio non basta «Alle 13mila imprese edili calabresi serve di più»

Gazzetta del Sud

Governo nel mirino, ma pure la Regione deve fare la sua parte
Governo nel mirino, ma pure la Regione deve fare la sua parte Ancea muso duro: il decreto Rilancio non basta «Alle 13mila imprese edili calabresi serve di più»
REGGIO CALABRIA «Tanti gli impegni assunti, lunga la gestazione, molto modestii risultati prodotti per il settore delle costruzioni». Apre con una battuta amara la sua valutazione sulla bozza del cosiddetto decreto Rilancio presentato dal Governo, il presidente dei costruttori calabresi Giovan Battista Perciaccante. «Ad una prima lettura- continua Perciaccante- il provvedimento tendea somigliarea una sorta di componimento enciclopedico che, nel tentativo di accontentare tutti, rischia di non accontentare nessuno. Ci saremmo attesi, visti gli impegni assunti, importantie stringenti interventi sul tema dei lavori pubblici. Non basta prevedere la riapertura dei cantieri se non si viene messi in concreto nelle condizioni di operaree di recuperare in fretta il lungo stop imposto dall'eme rgenza sanitaria. Valea livello nazionale così comea livello territoriale in assenza di indicazionie direttive cogenti versoi responsabili unici del procedimento piuttosto chei direttori dei lavori. Il rilancio degli investimenti pubblici- sottolinea ancora il presidente- presuppone misure importanti in materia di semplificazioni procedurali, di applicazione del Codice degli appalti, di immissione di liquiditàa favore degli Enti territoriali e delle imprese attraversol' avvio di un programma di piccolee medie opere immediatamente cantierabili, di sblocco dei crediti vantati nei confronti della Pubblica amministrazionee di drastici tagli alla burocrazia». Gli effetti di queste «non scelte»,a giudizio del sistema territoriale di Ance Calabria, rischiano di essere particolarmente pesanti per le imprese.E proprio in quest' otticai vertici di Ance Catanzaro Luigi Alfieri, Crotone Giovanni Mazzeie Vibo Gaetano Macrì, unitamente al vicepresidente del Mezzogiorno di Ance e presidente di Reggio Calabria, Francesco Siclari, esprimono fortissime preoccupazioni per la tenuta del sistema delle imprese edili nel Paese e, ancor più, nella regione. «Senza una visione di sviluppo di medio termine - aggiungono all' unisonoi presidenti- ogni progetto di rinascitaè destinatoa fallire.. Proveremoa sensibilizzarei parlamentari perché, in sede di conversione in legge, possano trovare spazio nel decretoi provvedimenti che riteniamo prioritari per il futuro del comparto». In parallelo, conclude Perciaccante, «ci auguriamo che il Governo regionale, per la propria parte di competenza, possa intervenire tanto con autonome iniziative normativee regolamentari, che con specifici programmi di sviluppoterritoriale capacidi ridareossigeno alle13mila impreseedili calabresi, assicurando, così, un futuro agli oltre 40mila lavoratori diretti ed indiretti impegnati nel settore». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Sul piede di guerra Francesco Siclari e Giovan Battista Perciaccante