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31/07/2020

Ance: rischio deregolamentazione con il decreto semplificazioni

ItaliaOggi - Francesco Cerisano

Il decreto semplifi cazioni mette a rischio opere per 94 miliardi di euro, ossia 4 anni di investimenti in opere pubbliche. È questo l'ammontare, secondo l'Associazione nazionale dei costruttori edili (Ance), degli appalti che rischiano la deregolamentazione a causa delle norme contenute nel decreto. Lo ha evidenziato ieri l'Ance in audizione sul dl 76 dinanzi alle commissioni affari costituzionali e lavori pubblici del senato. «È indubbio che il decreto contenga molte misure puntuali positive che vanno nella giusta direzione, ma è altrettanto vero che alcune norme sui lavori pubblici rischiano di alterare per sempre la concorrenza e la trasparenza del mercato e che manca un vero piano di rigenerazione urbana», ha osservato il presidente Gabriele Buia. «Per quanto riguarda gli investimenti pubblici, invece di intervenire sulle procedure a monte della gara, dove, secondo le analisi Ance, si concentra il 70% delle cause di blocco delle opere, la scelta è stata quella di sacrificare la gara», ha proseguito Buia, evidenziando criticità sia nel sottosoglia che nel soprasoglia. Per i costruttori «preoccupa, nel sottosoglia, l'assenza di pubblicità delle procedure, che rende privo di signifi cato il principio di rotazione degli invitati ed annulla la possibilità, per le imprese, di presentare offerte in raggruppamento temporaneo». L'Ance propone quindi di introdurre l'obbligo di avviso, in modo da rendere noto l'avvio della procedura. Criticità sono presenti anche nel soprasoglia, «dove l'assoluta assenza di pubblicità è ancora più grave, considerati gli importi». Rimangono, poi, irrisolti nodi fondamentali della vita delle imprese: i tempi di pagamento della pubblica amministrazione (su cui pendono due procedure di infrazione Ue), il subappalto (una procedura di infrazione Ue e svariate sentenze della Corte di Giustizia), il riconoscimento dei maggiori costi sostenuti nei cantieri, anche per effetto della sottoproduzione causata dal Covid-19 e l'abolizione dello split payment. Per Bankitalia il decreto semplifi cazioni «rappresenta un passo verso l'effi cienza e la qualità degli strumenti di spesa pubblica nonché un'occasione per favorire il rilancio e lo sviluppo economico, sempre più indispensabili per il Paese». A promuovere il decreto legge è stato Luigi Donato, capo del dipartimento immobili e appalti di palazzo Koch in audizione in senato. Per l'istituto di via Nazionale il provvedimento ha «caratteristiche innovative» con un «rilevante impatto sul sistema degli appalti pubblici» anche se gli effetti reali del provvedimento si potranno valutare compiutamente non appena si potrà disporre di informazioni statistiche sull'evoluzione degli appalti pubblici nei prossimi mesi. Nell'osservare come la qualifi cazione delle stazioni appaltanti tuttora necessiti di un dpcm attuativo, Banca d'Italia ha apprezzato il fatto che sia stato previsto come requisito di base necessario l'utilizzo dei sistemi telematici da parte delle stazioni appaltanti. Infi ne, Bankitalia ha auspicato che il Regolamento di attuazione previsto in sostituzione delle Linee guida Anac sugli appalti non fi nisca per determinare un aggravamento della complessità e del peso della normativa. © Riproduzione riservata