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29/12/2018

Ance Giovani: tolleranza zero verso le infiltrazioni criminali

Il Mattino di Padova - M.A.

prearo SI APPELLA ALLE ISTITUZIONI
VENEZIA. «Le associazioni di categoria devono fare più attenzione ma non possiamo sostituirci allo Stato». Il presidente di Ance Giovani del Veneto, Giovanni Prearo, interviene così sul delicato tema delle infiltrazioni mafiose in Veneto.«Le cronache recenti hanno lanciato un segnale chiaro: il Veneto non è immune da infiltrazioni mafiose e questo vale anche per il settore dell'edilizia. E giustamente da più parti si fa appello anche alle associazioni di categoria perché si muovano compatte lasciando fuori chi non rispetta le regole», sottolinea. «Ance Giovani del Veneto è perfettamente d'accordo con la tolleranza zero per chi è legato a pratiche malavitose, purtroppo non abbiamo gli strumenti per compiere un monitoraggio infallibile e non possiamo sostituirci allo Stato nei suoi compiti». I nodi sul tappeto sono molti. Ragiona: «A causa della crisi, le associazioni di categoria sono alla rincorsa dell'aumento degli iscritti, un meccanismo questo che inevitabilmente allenta le maglie dei controlli all'ingresso e rischia di far entrare o rallenta l'uscita di imprese che non operano nell'alveo della legalità ma che portano una quota utile a far fronte ai bilanci meno floridi di un tempo. Purtroppo molte volte non si riesce ad essere aggiornati sulle variazioni societarie delle imprese e gli imprenditori non le comunicano di loro sponte, l'Ance non è la Camera di Commercio».Da qui la richiesta di aiuto e di attenzione: «Questo è un appello alle istituzioni perché ci diano una mano e ci segnalino con un rating della legalità le aziende che rispettano le regole senza che diventi per gli imprenditori l'ennesima procedura burocratica fine a se stessa. I giovani di Ance Veneto sono pronti a far la loro parte e ad escludere quelle aziende che sono in odore di mafia».Chiarisce Prearo: «Oggi ci sono tante norme, codici, codicilli e lacciuoli ma manca poi chi li fa rispettare e accade che aziende con governance poco chiare riescano a vincere appalti e lavori. Sia chiaro, anche i committenti privati devono informarsi, prima e bene, circa l'impresa alla quale hanno deciso di affidare un appalto. Il problema non coinvolge solo i lavori pubblici ma sempre più spesso anche quelli privati. Questo è estremamente dannoso e bisogna intervenire immediatamente con fermezza sul sistema normativo con la qualificazione per l'accesso al mestiere di costruttore edile e con urgenza agendo sul codice appalti». Conclude Prearo: «Non c'è spazio per i furbetti nelle associazioni ed a queste imprese non deve essere permesso di lavorare, bene la Daspo per i corrotti ma deve essere applicata anche a quegli imprenditori che ricorrono a questi sistemi per aggiudicarsi appalti siano essi lavori pubblici o privati. È un punto di partenza per garantire la legalità a chi lavora in modo onesto». --M.A.