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17/11/2020

Anac: vanno rimossi i limiti al subappalto

ItaliaOggi - Andrea Mascolini

Eliminare il limite generico del 30% (fi no a fi ne anno 40%) sul subappalto, ma consentendo alle stazioni appaltanti di introdurre motivatamente paletti ad hoc commisurati alle caratteristiche dell'appalto o alla presenza di categorie di lavori specialistici; va invece confermata l'eliminazione della terna dei subappaltatori. Sono queste le richieste principali formulate dal presidente dell'Autorità nazionale anti corruzione, Giuseppe Busia, in audizione alla Camera, dopo che nei giorni scorsi l'Autorità garante della concorrenza e del mercato (si veda ItaliaOggi del 13 novembre) aveva già segnalato al governo e al parlamento la necessità di rimuovere, in ragione delle pronunce europee, il limite generalizzato del 30%, oggi al 40% a seguito del decreto «Sblocca cantieri». Anche l'Anac adesso motiva le richieste con quanto ha affermato dalla Corte Ue che ha dichiarato non conforme alle direttive comunitarie la disciplina del Codice appalti. Busia chiarisce però che questo non signifi ca che in Italia si debba liberalizzare il subappalto: «non è questo che chiede la Corte europea perché se no si cadrebbe nel paradosso di contrastare con la logica stessa del subappalto che punta a tutelare le Pmi. Si tratterebbe infatti una cessione di commessa senza gara. Anche la direttiva Ue parla di «parti del contratto» da subaffi dare». Due le linee da seguire: la prima è quella di lasciare libere le stazioni appaltanti di introdurre limiti ad hoc al subappalto da motivare in relazione alla presenza di categorie superspecialistiche, alla necessità di contrastare fenomeni di infiltrazione malavitose e alla specifi ca natura del contratto da affidare. La seconda è quella di incidere sempre più sulla «qualifi cazione delle stazioni appaltanti, l'arma più forte che abbiamo per combattere le infi ltrazioni criminali negli appalti e migliorare la qualità della spesa». Infi ne è necessario prevedere una maggiore responsabilizzazione dell'impresa che riceve i lavori in subappalto perché allo stato attuale «l'unico di titolare di responsabilità piena nei confronti della stazione appaltante è l'impresa principale». In questo caso l'ipotesi formulata da Busia sarebbe di fare scattare una responsabilità diretta ogni volta che la quota di subappalto supera un determinato limite previsto direttamente dal legislatore, così da «avere garanzie in più e maggiori controlli». È invece giusto confermare la soppressione dell'obbligo della terna di subappaltatori. © Riproduzione riservata

Foto: Giuseppe Busia