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04/07/2020

Anac: persi 19 miliardi in 4 mesi cantieri bloccati dalla pandemia

Il Messaggero - Val.Err.

LA RELAZIONE
IL PRESIDENTE SEGNALA L'ABNORME AUMENTO DEI PREZZI DOPO IL COVID-19 PER LE FORNITURE DI GUANTI E MASCHERINE
ROMA Quasi 19 miliardi persi in quattro mesi, abnorme lievitazione dei prezzi per prodotti di qualità inferiore, paralisi delle gare, crescita della corruzione, per la quale oramai può bastare anche un abbacchio. La relazione annuale dell'autorità Anticorruzione racconta il primo disastroso bilancio post Covid, con 3 miliardi di spesa destinata solo a mascherine e guanti (il dato si riferisce a fine di aprile). È la prima volta per il nuovo presidente Francesco Merloni che, come il suo predecessore Raffaele Cantone, sembra avere le idee molto chiare: respinge «le resistenze, accompagnate da tentativi di dipingere l'Anac come un intralcio», boccia le bozze sul dl semplificazioni, circolate in questi giorni e bolla come «ipotesi rischiose» le scelte di ricorrere a "super-commissari" per alcuni appalti sopra soglia. GLI APPALTI Il 24 per cento di appalti in meno con una diminuzione del 33 per cento in valore. Il bilancio del primo quadrimestre 2020 è negativo per 18,6 miliardi. Il Nord paga il prezzo più alto, la pandemia è costata circa il 50 per cento rispetto all'anno scorso (-14 miliardi). Un dato che a livello nazionale pesa per l'80 per cento ed è in netta controtendenza rispetto al 2019, quando il valore complessivo degli appalti pubblici si era attestato su cifre record: 170 miliardi di euro, oltre 30 miliardi in più del 2018. A fronte di una spesa che ha già raggiunto i 3 miliardi per le forniture durante l'emergenza, Merloni lancia l'allarme anche sull'abnorme lievitazione dei prezzi rispetto ai costi pre Covid. E segnala: «Forte variabilità sul territorio nazionale; scostamento nella qualità e quantità delle forniture rispetto alle caratteristiche richieste; retrocessione dell'aggiudicatario, mancata stipula del contratto, mancato avvio o interruzione della fornitura; ritardi rispetto ai termini di consegna; mancato possesso, da parte dell'affidatario, dei requisiti di ordine generale necessari per contrarre con la pubblica amministrazione». Non solo. Aggiunge: «Non possono ritenersi estranei comportamenti speculativi e predatori da parte di soggetti variamente posizionati lungo la catena di fornitura». LA CORRUZIONE Aumentano le esche della corruzione tese dalle mafie ma non solo, con «effetti devastanti sul sistema economico e sulle imprese sane, già pesantemente colpite dalla crisi». L'Italia ancora «lontana dagli standard dei Paesi avanzati», l'Anac ha avviato 900 istruttorie sull'imparzialità dei funzionari pubblici e le informazioni riservate si vendono anche per 50 euro. «È un fenomeno polverizzato e multiforme e coinvolge quasi tutte le aree territoriali del Paese», spiega Merloni, precisando che ormai «il valore della tangente è di frequente molto basso e assume sempre di più forme diverse dalla classica dazione di denaro, come l'assunzione di amici e parenti». La funzione pubblica è venduta per 2 mila o 3 mila euro, a volte anche solo per 50 o 100 euro. E ci sono casi al limite del grottesco: «Tra le contropartite più singolari (riscontrate nel 21% dei casi esaminati) - riferisce Merloni - figurano ristrutturazioni edilizie, riparazioni, trasporto mobili, pasti, pernottamenti e buoni benzina. Pensate che in un caso segnalato quest'anno, in cambio di un'informazione riservata, è stato persino offerto un abbacchio».

Foto: Merloni legge la relazione Anac