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11/09/2021

Anac, lavori tecnologici senza avvalimento

ItaliaOggi - DI ANDREA MASCOLINI

Modificare la disciplina dell'avvalimento per adeguarla alle censure della Corte di giustizia Ue e assicurare una corretta esecuzione del contratto. È quanto ha chiesto, con l'atto di segnalazione n. 3/2021 del 28 luglio 2021, l'Autorità nazionale anticorruzione (Anac) a governo e parlamento che in questa settimana ha iniziato l'esame del disegno di legge delega di riforma del codice appalti. Per l'Anac si tratta da un lato di adeguare la normativa italiana sull'avvalimento alla direttiva europea e alle decisioni della Corte di giustizia europea e, dall'altro lato, di assicurare una maggiore qualificazione degli operatori economici rispetto ad alcune fattispecie di particolare complessità tecnologica. L'Autorità ha rammentato, in particolare, che, all'esito delle pronunce della Corte di giustizia sulle cause C-63/18 e C 402/18 relative ai limiti quantitativi per il ricorso al subappalto, sono state avviate azioni correttive con riferimento alla disciplina del subappalto, ma non a quella relativa all'avvalimento. In particolare, l'Autorità ha segnalato l'opportunità di modificare l'articolo 89, comma 1, quinto periodo, del codice dei contratti pubblici nella parte in cui prevede che, nel caso di dichiarazioni non veritiere dell'ausiliaria, il concorrente venga escluso dalla gara e la stazione appaltante possa escutere la cauzione. Ciò al fine di adeguare la normativa nazionale alla recente decisione della Corte di giustizia europea resa con sentenza del 3 giugno 2021 (causa C-210/20) in cui gli stessi giudici europei hanno rilevato un contrasto della normativa italiana con l'art. 63 della direttiva 2014/24/Ue. L'Autorità ha suggerito la seguente modifica: «Nel caso di dichiarazioni mendaci, nei confronti dei sottoscrittori, si applica l'articolo 80, comma 12». In questo modo l'Anac ritiene che sia possibile consentire «all'operatore economico di sostituire i soggetti che non soddisfano un pertinente criterio di selezione o per i quali sussistono motivi obbligatori di esclusione». Inoltre, l'Authority ha chiesto anche di intervenire sull'articolo 89, comma 11, primo periodo, del codice dei contratti pubblici prevedendo che «qualora nell'oggetto dell'appalto o della concessione di lavori rientrino opere per le quali sono necessari lavori o componenti di notevole contenuto tecnologico o di rilevante complessità tecnica, quali strutture, impianti e opere speciali, per la dimostrazione dei requisiti di partecipazione riferiti a dette opere non è ammesso l'avvalimento». In tal modo, ha spiegato, si potrebbero introdurre alcune precisazioni opportune dal momento che l'odierna versione della norma sembrerebbe proibire l'avvalimento in relazione all'intero appalto. Infine, nella segnalazione si invitano governo e parlamento a valutare gli interventi più opportuni per adeguare i commi 6 e 7 dell'articolo 89 del codice dei contratti pubblici alle indicazioni fornite dalla Commissione europea nella procedura di infrazione, prevedendo misure volte a scongiurare la produzione di effetti negativi sul corretto svolgimento delle operazioni di gara e sulla corretta esecuzione del contratto. Il riferimento è ai due commi che prevedono rispettivamente il divieto di avvalimento a cascata e il divieto, per diversi offerenti in una procedura di gara, di avvalersi della stessa impresa ausiliaria nonché di partecipare alla stessa procedura per l'impresa ausiliaria e quella ausiliata.