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04/07/2020

Anac: col Covid persi appalti pubblici per 18,6 miliardi

MF - Alessia Luzi MF-D

La relazione dell'Autorità Anticorruzione segnala che sono stati già spesi 3 miliardi per comprare mascherine, guanti e gel
Con l'emergenza Covid-19 il sistema degli appalti pubblici ha subito una pesante battuta d'arresto interrompendo un trend in crescita dal 2017. Il dato è emerso ieri dalla relazione annuale dell'Anac. «Nel primo quadrimestre, gli appalti sono scesi di circa il 24% in numero e del 33% in valore, pari a 18,6 miliardi in meno», si legge nel documento. «Focalizzando l'attenzione sui valori superiori a 40 mila euro, risalta il fatto che la quasi totalità degli affidamenti è stata effettuata mediante procedure senza pubblicazione del bando (77%) o tramite affidamento diretto (20%), con un ruolo predominante di centrali di committenza e organi centrali (circa il 57% degli appalti è riconducibile a tali comparti)», ha spiegato il presidente dell'Anac, Francesco Merloni, precisando che «nella maggior parte dei casi sono state scelte procedure a invito, che assicurano un minimo confronto tra più offerte e migliori rapporti qualità/prezzo, mentre il minor numero di affidamenti diretti è verosimilmente riconducibile ai casi di effettiva estrema urgenza». Nella relazione, si legge anche che la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp) detenuta dall'Anac «ha registrato 61.637 procedure connesse all'emergenza sanitaria, per una spesa complessiva di 3 miliardi». Spicca la spesa per la fornitura di dispositivi di protezione, che da sola cuba quasi il 70% del totale: mascherine (1,165 miliardi) e guanti, camici e visiere (0,94 miliardi). La spesa legata all'emergenza Covid è stata gestita per il 39% a livello centralizzato e per la parte restante a livello regionale. La relazione mette in rilievo come l'emergenza abbia causato un impatto rilevante sulle finanze pubbliche e spiega come non possano «ritenersi estranei comportamenti speculativi e predatori da soggetti variamente posizionati lungo la catena di fornitura». Sono 44 gli appalti per i quali l'Anac - tra 2014 e 2019 - ha chiesto e ottenuto il commissariamento dalle Prefetture competenti per vicende di corruzione. Nel 2019 sono state poi emesse 633 interdittive Antimafia (+10,5%), con il totale su 5 anni a oltre 2.500. Infine, il fenomeno corruttivo è «piuttosto polverizzato e multiforme, e coinvolge quasi tutte le aree territoriali», ha osservato Merloni, aggiungendo che «il valore della tangente è di frequente molto basso e assume sempre più forme diverse, dalla dazione di denaro all'assunzione di amici e parenti. Desta particolare allarme il fatto che la funzione pubblica sia venduta per molto poco, 2.000 o 3.000 euro, a volte anche per soli 50 o 100 euro». È dunque «assolutamente necessario mantenere alta l'attenzione, agendo con tutti gli strumenti possibili, a partire dai doveri di comportamento dei pubblici funzionari». (riproduzione riservata)

Foto: Francesco Merloni