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19/01/2021

Amiu asso pigliatutto dei rifuti? «Il servizio può solo peggiorare»

Il Secolo XIX - Elisa Folli

Elisa Folli / ChiavariSi va verso una gestione unica dei rifiuti anche nel Tigullio, su progetto della Città Metropolitana che punta a servirsi della società "in house", Amiu, che copre già il bacino del Genovesato. Un altro schiaffo al Levante, che perde servizi e governance: dal tribunale ai trasporti, per non parlare del tunnel della Fontanabuona, fermo al palo da anni. I sindaci del comprensorio fanno fronte comune, e sperano di rivedere la partita. E i cittadini? Sanno poco: eppure, l'aumento delle tariffe è un rischio reale. «Ci informeremo, siamo di Carasco e giudichiamo buona la gestione attuale», commentano Sara Barolo e Marco Bacigalupo. «Bravi i sindaci a muoversi compatti - dice l'ambientalista Massimo Maugeri -. Qui, abbiamo un centro di startup, sarebbe bello potesse curare qualche progetto. Non facciamoci "scippare" tutto da Genova». A Sestri Levante il sabato mattina è giorno di apertura (su appuntamento) del Mercato del riuso. Tra gli utenti, Anna Massardo: «Ammetto di essere disinformata - risponde -. Con il servizio attuale ci troviamo abbastanza bene. Abbiamo anche fatto l'abitudine al porta a porta». Dice Giancarlo Durante, presidente di Confindustria Tigullio: «Ci sono due aspetti, qualità ed economicità del servizio, e metodo. Un servizio efficiente e qualitativo significa coniugare esigenze e struttura del territorio con un modello organizzativo dell'ente gestore dinamico e flessibile. Sulla questione di metodo ritengo che pur rientrando nelle prerogative del sindaco metropolitano, decisioni di questa rilevanza richiedano la condivisione con i territori». Allineata alla posizione critica degli amministratori del Tigullio, Vittoria Bixio, direttrice della residenza per la terza età, "Villia Ilia" di Sestri Levante e vicepresidente del gruppo Tigullio di Confindustria. «Finora la scelta appare da noi un po' subita - dichiara - E comunque non sempre una gestione allargata e diretta è foriera di vantaggi, non fosse che per le specificità del nostro territorio». Paolo Levaggi, titolare, con il fratello Gabriele, della storica azienda chiavarese per la produzione di sedie, teme che un cambiamento possa ripercuotersi sul servizio. «Attualmente la raccolta è puntuale ed efficiente; la tariffa equilibrata rispetto ai rifiuti prodotti». «Sarebbe un peccato se l'appalto unico mettesse in discussione la politica di recupero delle varie tipologie di rifiuti che il Comune di Santa Margherita sta portando avanti - dice Andrea Fustinoni, amministratore delegato del Grand Hotel Miramare - I vantaggi di questo servizio sono importanti per i cittadini e per l'ambiente». Paolo Iantorno ha vissuto in prima persona l'esperienza di assessore alla Nettezza urbana nel Comune di Rapallo e assicura che «il problema fondamentale nel servizio è quello di perderne il controllo da parte dell'ente territoriale. In effetti, Amiu, a Rapallo, in passato, c'era già stata, ci si rapportasse con un funzionario. Si aumenta la distanza dalla gente e le cose peggiorano». «Con l'ultimo appalto, quello di Aprica, a Rapallo eravamo soddisfatti - riflette Enrico Castagnone, responsabile territoriale di Confesercenti -. A Genova, invece, mi pare proprio che non ci siamo». Guglielmo Caversazio, consigliere comunale di opposizione a Santa Margherita, critica il sindaco, Paolo Donadoni, che «per ragioni politiche, di allineamento a Bucci, non difende un servizio che per i cittadini è buono e così può solo peggiorare». --(Hanno collaborato: Debora Badinelli, Sara Olivieri Simone Rosellini)