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26/10/2018

Ambulanze, Croce Verde al Consiglio di Stato

Il Gazzettino

ADRIA
Croce Verde Adria si rivolgerà al Consiglio di Stato per difendere il mondo del volontariato. Lo storico sodalizio adriese si erge a capofila di una battaglia di portata nazionale ed europea, nel nome e per conto di tutte quelle associazioni impegnate nel trasporto sanitario ed assistenziale.
Il 24 ottobre infatti il Tar del Veneto si è espresso sul trasporto secondario, fornendo il via libera all'Ulss 5 nel proseguire con le procedure di gara soggette al codice degli appalti, per questa tipologia di servizio, che in pratica esclude le associazioni di volontariato dalla partita.
Croce Verde aveva chiesto di anticipare il regime dell'affidamento diretto prima della sentenza della Corte di giustizia europa, ma il Tar ha ritenuto di attendere la sentenza delle Corte Europea a bocce ferme e ha indicato all'Ulss 5 di proseguire con le procedure di gara per il trasporto secondario delle ambulanze.
AFFIDAMENTO DIRETTO
Il contenzioso originario riguardava l'affidamento diretto per tre anni, da parte dell'Ulss 5, del servizio di trasporto sanitario d'urgenza e del trasporto secondario alla Croce Verde. Il nodo del contendere era l'assoggettamento a gara o alla disciplina degli appalti del trasporto sanitario secondario.
«Dopo aver ottenuto il superamento dell'orientamento del Consiglio di Stato con la questione portata davanti ai giudici della Corte di Giustizia Europea, dal momento che la Corte ci impiegherà circa un anno prima di decidere - ha spiegato Antonio Sturaro, presidente di Croce Verde Adria -, come Croce Verde avevamo chiesto che fosse anticipato il regime dell'affidamento diretto che stiamo sostenendo in sede europea prima della sentenza della Corte. Il Tar invece ha ritenuto di attendere la Corte a bocce ferme».
La questione non è tra Croce Verde e l'Ulss Polesana dal momento che l'azienda ha sempre dimostrato una particolare attenzione verso il mondo del volontariato. «Oggi invece, per via di leggi e sentenze confuse, ci troviamo su fronti contrapposti. Il problema è tra noi ed alcune sentenze del Consiglio di Stato che potrebbero ledere i diritti delle associazioni di volontariato. Per questo - chiude Sturaro - Anpas, a tutela di tutto il movimento, sta seguendo in prima persona fin dall'inizio la vicenda. Pertanto nelle prossime ore ci confronteremo con loro per decidere il da farsi, ma credo che il ricorso al Consiglio di Stato sia un passo più che probabile».

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