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25/06/2021

Amag, il 30 sciopero dei dipendenti

La Stampa - ANTONELLA MARIOTTI

LA PROTESTA
SERVIZIO - P. 40 Un pasticciaccio quello di Amag e di tutte le aziende di servizi a partecipazione pubblica, portato dal Codice degli appalti, e per questo il 30 giugno incrociano le braccia i dipendenti della multiservizi alessandrina. «Guardi che dovrei pensare anche al mio posto di lavoro, comunque i servizi di gas, acqua e rifiuti non avranno interruzioni». Lo assicura Gianluca Bruno, responsabile gestione risorse umane del Gruppo Amag. «I sindacati sono giustamente preoccupati per l'articolo 177 della legge 50 del 2016. Questo articolo obbliga le aziende concessionnarie a esternalizzare l'80 per centro delle loro attività». «E i dipendenti? Questa è la domanda che ci facciamo da mesi e che ci ha portato a chiedere di non applicare l'articolo 177» Maria Iennaco, Cgil, spiega che se quella norma dovesse essere applicata la maggioranza dei lavoratori rischia modifiche del contratto e «non in meglio». Il problema è, appunto, l'esternalizzazione che dovrebbe avvenire entro dicembre di quest'anno tramite gara d'appalto. «Quello che chiediamo è l'abrogazione dell'articolo» dice anche Alvaro Venturino, Uil. «Sono mesi che sottolineiamo il rischio di compromettere seriamente l'equilibrio e la funzionalità dei settori dei servizi pubblici essenziali come quello dell'elettricità, del gas-acqua e del ciclo rifiuti» aggiunge Iennaco. È di qualche giorno fa l'appello di Cgil, Cisl e Uil alla Commissione lavoro della Camera dei Deputati sulle conseguenze occupazionali dell'applicazione dell'articolo 17. «Abbiamo proposto sia di abrogare l'intero articolo, o di escludere dal 177 i servizi pubblici essenziali scrivonoi sindacati -, oppure, in alternativa di prorogare fino alla fine del Pnrr l'esclusione dei settori ad oggi interessati, anche in attesa che si pronunci la Corte Costituzionale nel merito. Le modifiche al testo avrebbero consentito di evitare l'obbligo per le imprese titolari di concessioni di esternalizzare l'80% delle proprie attività, una scelta illogica perché le missioni del Pnrr richiedono,invece, un sistema di gestione dei servizi a rilevanza economica più solido e non frammentato che sarebbe causato dai vincoli dell'articolo 177». C'è poi il non certo trascurabile rischio di generare «a causa della dismissione di interi settori, esuberi, lavoro povero, e disservizi per i cittadini in una fase di grande depressione economica. Siamo impegnati, come già avvenuto in passato, nel presentare sul decreto semplificazioni le nostre proposte di emendamento, coinvolgendo il massimo delle forze politiche che vorranno sostenerci». In tutta Italia sono a rischio circa 150 mila lavoratori, così come i servizi all'utenza e l'inevitabile lievitazione dei costi in bolletta se la distribuzione di acqua e gas passa ai privati. «Il 30 giugno scioperiamo - dice ancora Iennaco - le categorie interessate sono elettrico, gas, rifiuti, acqua. Alcune Regioni hanno dato il via agli appalti per esternalizzare ma sono state sommerse di ricorsi perchè non ci sono criteri stabiliti. Insomma la situazione è un vero pasticcio e noi da due anni chiediamo una soluzione che non vediamo, da qui lo protesta». A inizio luglio ci sarà un incontro in Amag - dice poi Alvaro Venturino - «forse in quella sede si parlerà anche dell'articolo 177». -
GIANLUCA BRUNO GESTIONE RISORSE UMANE DEL GRUPPO AMAG I servizi ai cittadini saranno garantiti È un problema nazionale del quale risentiamo anche noi MARIA IENNACO FILCTEM CAMERA DEL LAVORO Quell'articolo 177 del codice degli appalti mette a rischio i posti di lavoro

Foto: Sciopero nei servizi di gestione di Amag, rifiuti, gas e acqua ALBINO NERI