scarica l'app
MENU
Chiudi
10/07/2019

Amag annulla il concorso della polemica I manager dovranno spiegare in Comune

La Stampa - ANTONELLA MARIOTTI

PARTECIPATE
Dopo la polemica per la laurea equivalente alla patente, il presidente Arrobbio ribadisce: "Non sapevo nulla"
ALESSANDRIA Il bando per le tre assunzioni in Amag non si fa più. Lo ha deciso ieri Adelio Ferrari, ad Amag, dopo la polemica sui requisiti dei futuri candidati: la laurea in Economia equiparata ai tre anni di diploma da segretaria d'azienda o alla patente. «Era stato solo un refuso quello della patente» lo aveva detto l'altro giorno l'ad della partecipata «quella voce è stata messa nei requisiti specifici anziché in quelli generali. Sarà necessario revocare tutto anche se stiamo aspettando le consulenze ma io sono per la revoca. Tengo a precisare comunque che si trattava di un bando e non quindi di una assunzione diretta visto che c'erano delle valutazioni successive per la selezione». Quel bando però aveva suscitato l'ira del presidente Paolo Arrobbio, sia dopo la pubblicazione della selezione dalla quale si era dissociato, rinnegando che ne fosse stato a conoscenza. Sia dopo le dichiarazioni di Ferrari: «Ho sempre tenuto informato il presidente». Su questo ieri Arrobbio ha chiesto una precisazione: «Ho letto l'articolo dal quale evinco che l'amministratore Delegato ha dichiarato che il bando contiene un refuso e che il sottoscritto sarebbe stato a conoscenza dei fatti. Ci tengo a ribadire due concetti: il sottoscritto è, ovviamente, a conoscenza che l'ufficio amministrativo di Amag necessita di un rafforzamento di personale, ma non era assolutamente a conoscenza che venisse pubblicato un bando e men che meno un bando con quei contenuti, a conferma di quanto dichiarato sono disponibile ad un confronto con i collaboratori del Gruppo Amag» e ancora: «Ribadisco con fermezza e forza - dice Arrobbio - che è assolutamente importante prestare la massima attenzione ai costi della "Holding" Comune di Alessandria e quindi valutare se all'interno del sistema esistono figure atte a ricoprire i posti vacanti in Amag. Mi auguro pertanto che si proceda con la revoca del bando come richiesto dal sottoscritto in sede di autotutela e mi auguro di cuore che in futuro non accada mai più che vengano prese decisioni di tale portata senza che il legale rappresentante del Gruppo (Arrobbio; ndr) sia informato» e infine un «volemose bene» ci vuole per proseguire il lavoro: «Ci tengo a precisare - dice Arrobbio - che non ho nulla di personale nei confronti dell'ad, persona che conosco da anni per lavoro con il quale da sempre intrattengo rapporti di reciproco rispetto, collaborazione e cordialità». Pace fatta dunque? Sembrerebbe di sì ma c'è un ulteriore passo da compiere. Di questa vicenda dovranno parlarne anche in Commissione comunale congiunta, Territorio e Bilancio. La convocazione dei due manager era stata chiesta da Giorgio Abonante, consigliere comunale del Pd, e proprio ieri è stata decisa la data il 23 luglio alle 9. Il consigliere Pd ex assessore al Bilancio aveva chiesto la convocazione dei vertici Amag: «Per capire come sono state distribuite le deleghe e avere chiarimenti sulla questione specifica del concorso. Amag per fatturato e numero di dipendenti è di fatto la seconda gamba del "sistema Comune" e non possiamo permettere che perda di credibilità in una fase così delicata (gara gas, piano industriale, alleanze territoriali, fiducia delle banche, ecc.). Quel che sta avvenendo non può passare nel silenzio del suo socio di maggioranza, il Comune». -

PAOLO ARROBBIO PRESIDENTE AMAG

Non deve accadere che e certe decisioni vengano prese tenendo all'oscuro il legale rappresentante

Su La Stampa

Già ieri l'amministratore delegato aveva fatto una parziale retromarcia: la patente di guida nei requisiti generali è solo un refuso. Aveva detto e aveva anche annunciato che stava pensando a una revoca del concorso