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04/05/2021

“Altro che 1° Maggio è cambiato l’appalto e ho perso il posto al bookshop del Mudec”

La Repubblica

L'intervista / Anna Candido - disoccupata
Dopo quest'anno sarà ancora più difficile trovare un impiego, l'ansia per il futuro dei figli aumenta se guadagna solo il mio compagno
Anna Candido, 31 anni, mamma di due bambini, festeggia il 1° Maggio - si fa per dire - con la perdita del proprio posto di lavoro. Aveva un contratto a tempo indeterminato: prima della pandemia lavorava al bookshop del Mudec - fiore all'occhiello dei musei milanesi - poi è cambiato l'appalto e zac, lei assieme ai colleghi e alle colleghe (nove persone in tutto) si è ritrovata a casa. Che cosa è accaduto? «La C2C, azienda del gruppo Gi Group che si è aggiudicata la fornitura del servizio di bookshop, ha rifiutato di effettuare la procedura di cambio appalto e quindi di assumere i lavoratori, attualmente a tempo indeterminato, sostituendoli con nuovi dipendenti con contratto a chiamata». Abbassando quindi il costo del lavoro. «Sì, e aumentando la precarietà.
Come fai a organizzare la vita avendo un contratto a chiamata? Per quello ci eravamo opposti, pensando che sul nostro appalto i committenti 24Culture avessero posto la clausola sociale, che prevede insomma di garantire il passaggio dei lavoratori. Invece no, non c'era».
Lei quanto guadagnava? «Prima della pandemia prendevo 1.200 euro, full time e con assegni familiari. Capisce che è una guerra tra poveri?».
La chiusura dei musei ha influito molto? «Sì e no, in questo anno e oltre eravamo state dislocate altrove.
Però ci hanno detto che volevano fare i contratti a chiamata perché in caso di nuove chiusure e restrizioni c'erano meno vincoli.
In pratica si è scaricata sui lavoratori la difficile situazione che stiamo vivendo tutti».
E adesso? «Lottiamo. Domani (oggi, ndr) protestiamo davanti al Mudec, facciamo una mostra a modo nostro, per spiegare quel che stiamo vivendo».
Che sentimenti prova? «Una grande delusione. Le promesse di miglioramento che ci erano state fatte non sono state mantenute. Anzi, già due anni fa ad un cambio di appalto la paga oraria ci era stata decurtata da 7 euro a 5,49. Subentra anche la paura perché quando hai dei figli aumenta l'ansia per il futuro, è difficile mantenere una famiglia con due figli a Milano se rimane solo lo stipendio del tuo compagno.
E dopo questo anno sarà ancora più difficile trovare un nuovo impiego. Il settore è in grave difficoltà, sono una persona che si adatta ma c'è disillusione.
L'ultima cosa che avremmo voluto è fare una protesta che può essere intesa verso altri lavoratori, ma non è così: purtroppo la ruota gira per tutti e serve cominciare ad alzare la voce».
- m.pucc.

Foto: Lo stipendio Mamma di due bambini, guadagnava 1.200 euro al mese full time