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19/03/2020

Altri 30 mld per la ricostruzione

MF - Luisa Leone

EMERGENZA/6 È LA BASE DA CUI PARTE IL DECRETO PER IL RILANCIO DEGLI INVESTIMENTI
Il sottosegretario Turco: è come una guerra, saranno misure post-belliche L'idea di un piano-shock per i cantieri
«Siamo in guerra contro nemico invisibile, stiamo studiando vere e proprie misure post belliche perché, passata l'emergenza, ci sarà bisogno di ricostruire il tessuto economico del Paese». Non usa giri di parole Mario Turco, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla Programmazione economica e gli investimenti, e in questa intervista spiega quali saranno gli assi portanti del decreto che sarà nominato «Ricostruzione», la cui stesura la Presidenza del Consiglio sta coordinando in queste settimane. Domanda. Sottosegretario Turco, dopo il decreto Cura Italia ora si lavora già al Crescita, a che punto siete con il secondo decreto economico? Risposta. Innanzitutto devo dirle che abbiamo deciso di chiamarlo decreto Ricostruzione, perché dopo aver messo in sicurezza imprese e lavoratori ricostruire è quello che si dovrà fare. Ci lavoriamo già da qualche settimana, quindici giorni fa abbiamo tracciato gli obiettivi, ci rivedremo la prossima settimana con i rappresentanti dei diversi ministeri per definire meglio le risorse e dettagliare le misure. D. Quali saranno gli assi portanti del provvedimento? R. L'obiettivo è realizzare un piano straordinario di investimenti, una vera cura shock. E per raggiungerlo agiremo su quattro versanti principali: semplificazione delle procedure di autorizzazione e quindi revisione del codice degli appalti per renderlo più flessibile; potenziamento della flessibilità di bilancio per gli enti locali; maggior ricorso ai commissari straordinari; rafforzamento della componente tecnico-amministrativa, con professionalità ad hoc, accompagnata dalla spinta alla digitalizzazione e dal potenziamento del monitoraggio sullo stato di avanzamento dei progetti. D. Avete già una lista di opere da affidare ai commissari? R. Non ancora ma dall'analisi che abbiamo condotto sugli investimenti pubblici degli ultimi due anni, che ho presentato oggi (ieri, ndr) al Cipe, emerge un incremento del +7% dei pagamenti della tesoreria di cassa. Con i flussi maggiori che si sono indirizzati verso gli investimenti immobiliari, il 63% del totale, soprattutto strade, ferrovie, opere edili di recupero e realizzazione, e difesa del suolo. Su questi settori punteremo, dando priorità ai progetti che abbiano già pronti i piani economico finanziari e siano rapidamente cantierabili. D. Che mole di risorse puntate a mobilitare? R. Ancora non abbiamo a disposizione una quantificazione precisa. Bisognerà capire che spazi di bilancio avremo a disposizione ma confidiamo in un allargamento delle maglie da parte della Bce, che potrà intervenire o con strumenti di bilancio che ci consentano di utilizzare maggiori risorse o con munizioni straordinarie, come gli eurobond o altri strumenti che possano incidere sulla sostenibilità del debito. D. Se dovesse indicare una cifra spannometrica, seppur non definitiva? R. Difficile dirlo, stiamo facendo i conti con la Ragioneria, abbiamo da riprogrammare i residui dei fondi 2014-2020, oltre alle grandi opere si dovranno finanziare quelle dei piccoli comuni, Si tratterà comunque di più di 20-30 miliardi. D. Lei ha approfondito il tema della riforma delle Bcc, potrebbe trovare spazio nel dl? R. Di certo abbiamo necessità di mettere in sicurezza il nostro sistema bancario che, anche in conseguenza della crisi, subirà inevitabilmente contraccolpi. Significa allentare gli indicatori di vigilanza per tutti e in questo ambito sarebbe opportuno valutare come si possa evitare che questi piccoli istituti risultino «significant». Sicuramente ne discuteremo e valuteremo il da farsi. (riproduzione riservata)

Foto: Mario Turco