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30/07/2021

Alta tensione nel centrodestra sugli appalti nelle scuole

Il Piccolo di Trieste - Giovanni Tomasin

L'affidamento esterno degli ausiliari per 8 istituti d'infanzia provoca la contrarietà di Fratelli d'Italia e parte della Lega. Brandi: «Lo facciamo ogni anno dal 2017» la polemica
Giovanni TomasinL'esternalizzazione dei servizi scolastici comunali fa litigare ancora una volta la maggioranza triestina. La giunta ha deciso di estendere ad altre otto scuole dell'infanzia la gestione in appalto dei servizi ausiliari, già adottata in sei istituti e nei nidi. L'idea è stata poco apprezzata da Fratelli d'Italia e parte della Lega, tanto che una riunione di maggioranza di martedì è culminata in un aspro confronto fra alleati.Gli istituti interessati sono Tre Casette e spazio gioco, Borgo Felice, Sorelle Agazzi, Pallini, L'Arcobaleno, La Scuola del Sole, Pollitzer, Giardino Incantato. Il Comune ha aperto un'indagine esplorativa di mercato volta ad acquisire candidati all'affidamento del servizio, che per il periodo dal settembre 2021 al giugno 2022 vale 632 mila euro circa. La misura è stata inserita in una variazione di bilancio approvata in giunta la settimana scorsa: assommando il totale dell'appalto al completamento e al rinnovo di quelli già attivi in altre sei scuole, la cifra complessiva supera il milione e 100 mila euro. L'esternalizzazione ha incontrato però la contrarietà del consigliere di Fratelli d'Italia Claudio Giacomelli, arrivato a un duro confronto con il sindaco Roberto Dipiazza martedì scorso. FdI propone di ricorrere piuttosto alle stabilizzazioni del personale, magari di chi è passato dalla categoria A alla B. Giacomelli però declina gli inviti a parlare: «Preferisco non commentare». Così invece il leghista Everest Bertoli: «Il Consiglio non è stato consultato, ma visto che ci sono 60 giorni di tempo per farlo approvare, ci penseremo quando arriverà. Mi auguro che abbiano motivazioni solide».L'assessore alla Scuola Angela Brandi ribatte: «Una delibera del 2017 stabilisce di non sostituire il personale ausiliario va in pensione, diventa inidoneo o viene trasferito ad altra mansione. Si procede quindi con dei piccoli appalti, cosa che facciamo da tempo perché altrimenti il servizio non si regge. E viene votato ogni volta dalla giunta». In questo caso, aggiunge Brandi, gli uffici hanno esteso il modello adottato negli altri istituti, in modo da garantire la continuità del servizio: «Stabilizzazioni ne abbiamo fatte, ma c'è una sentenza che vieta di integrare in categoria B chi ha maturato più esperienza in categoria A. Nessun dirigente firmerebbe».L'indagine di mercato pone dei paletti piuttosto stringenti per identificare il futuro gestore: un periodo di almeno nove mesi nella gestione di servizi analoghi nel periodo 2017-2019, e soprattutto un fatturato complessivo (nello stesso triennio) «pari ad almeno il valore del presente appalto nel settore dei servizi scolastici e socio-educativi rivolti a minori della medesima fascia d'età (3-6 anni)». Dice Brandi: «Questa parte è di pertinenza degli uffici e quindi non vi entro, resta il fatto che abbiamo fatto la manifestazione d'interesse, vedremo chi arriva».Il gestore attuale dei servizi ausiliari è la cooperativa friulana Euro&Promos, una consistente realtà regionale (l'azionista di riferimento è l'assessore regionale Sergio Emidio Bini) che gestisce di norma appalti anche in questo settore. All'inizio dell'anno un appalto di sorveglianza musei affidato alla cooperativa aveva suscitato le critiche di Adesso Trieste, portate in Consiglio regionale dal Patto per l'Autonomia.--