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17/02/2021

Alloggi popolari, nuovo bando Ma resta solo la via telematica

Corriere Adriatico

Accolte parzialmente le obiezioni del M5S, da oggi altri 30 giorni per le domande
IL CASO
FANO «Una toppa peggiore del buco». Così i Cinque Stelle liquidano la riapertura dei termini del bando per l'aggiornamento delle graduatoria per l'assegnazione di case popolari, il cui dispositivo, che avrebbe violato il regolamento su due diversi fronti, ne aveva sollevato da subito le rimostranze. Contestata non solo l'esclusività dell'accesso tramite Spid (ovvero il codice identificativo del sistema unico di accesso con identità digitale) per l'inoltro della domanda ma appunto anche il dimezzamento dell'arco temporale entro il quale formularla.
Ripristinato il termine
Dai 60 giorni previsti a 30, che poi a fare esattamente di conto «erano in realtà 31, andando dalla mezzanotte del 1° dicembre 2020 a quella del 31» fa notare il consigliere comunale Matteo Giuliani, che riguardo alla procedura imposta aveva unito la sua protesta a quella di organizzazioni sindacali e patronati, contrariate non poco da una scelta che complicava notevolmente la vita ai destinatari del bando. In ballo per i Cinque Stelle c'era però a monte l'accantonamento delle tre forme di presentazione («a mano presso il protocollo, a mezzo raccomandata e tramite Pec») indicate dal regolamento. Tanto tuonò che nel consiglio comunale dell'11 dicembre la giunta ha prodotto una delibera che rimodellava il regolamento, disponendone l'effetto retroattivo così da assorbire le difformità segnalate. Operazione giustificata in nome del Decreto semplificazioni, ma che per i Cinque Stelle altro non rappresentava che «un ulteriore elemento di illegittimità introdotto per sanare le precedenti illegittimità».
Non poteva allora finire con l'approvazione della delibera che infatti la delegazione pentastellata ha sottoposto allo Scrac, l'organo comunale deputato al controllo sulla regolarità amministrativa e contabile, che ha cancellato la pretesa retroattività e bocciato anche il contingentamento dei termini «stabilendo che il Decreto semplificazioni è funzionale ad aumentare le garanzie per i cittadini e non a comprimerle». Di qui la riscrittura del bando, reintroducendo i 60 giorni. Si potrà dunque di nuovo concorrere a partire da oggi e fino al 18 marzo, come conferma obtorto collo l'assessore al Welfare Dimitri Tinti che però è indotto ad escludere «una partecipazione più consistente. Già a dicembre avevamo riscontrato 61 nuove domande, aggiunte alle 13 di aggiornamento, per una media perfettamente in linea con il trend del 2019».
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Si sovrappone anche il rammarico «per coloro che avevano avanzato la richiesta a dicembre e che dovranno attendere tempi più lunghi per completare l'iter», mentre si canta vittoria per il fatto che «l'obiezione grillina sulla decisione di rendere vincolante il possesso dell'identità Spid è stata respinta», rivendicando di nuovo l'utilità «del supporto del FabLab che gratuitamente ha fornito assistenza per la procedura online al 60% di coloro che hanno fatto richiesta».
«A rischio altre procedure»
Che lo Scrac abbia avallato la modalità telematica a scapito delle altre e compresa la Pec convince però poco i Cinque Stelle, che in questa iniziativa orientata a «salvare il salvabile» leggono una serissima minaccia «per tutti quei bandi emanati prima e anche dopo e nei quali la consegna a mano, la raccomandata e la Pec vengono invece salvaguardate» annota Giuliani, che all'origine di tutto torna ad individuare «una decisione precipitosa». A Tinti che accusa i Cinque Stelle di essere «spesso eccessivamente fiscali» il capogruppo Tommaso Mazzanti ribatte invece che lo scrupolo adoperato per svelare «questo pasticcio» è dettato unicamente dall'esigenza di tutelare i diritti dei cittadini. «E' solo l'ultimo di una serie di episodi che denotano l'inadeguatezza dell'azione dell'assessore Tinti» la controaccusa di Mazzanti, curioso di sapere perché il pronunciamento sia arrivato «tre giorni prima dell'insediamento del nuovo segretario generale Morganti» al quale all'interno dello Scrac spetta il ruolo di coordinatore.
Andrea Amaduzzi
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