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21/09/2021

Alloggi popolari nel rione Pistoia Si riapre la disputa tra Aterp e ditta

Gazzetta del Sud

Al centro della vicendai ritardi nella realizzazione di 84 alloggi
La Cassazione ha rinviato tutti gli atti alla Corted' Appello La sentenza di primo grado emessa dieci anni fa fece gravare la penale sull' azienda costruttrice
A dieci anni di distanza dalla prima sentenza del Tribunale di Catanzaro la Cassazione ha riaperto la disputa tra la ditta costruttricee l' Aterp sulla realizzazione di 84 alloggi di edilizia popolare in località "Pistoia".I giudici romani hanno in parte accolto il ricorso della società cassando la sentenza della Corted' Appelloe rinviando gli atti a Catanzaro per un nuovo giudizio. Al centro della vicenda la richiesta di maggiori onerie il riconoscimento dei danni subiti in seguito al rallentamento dei lavori dovutia ritardi della committenza. Ma anche la mancata applicazione dell'aumento del 5% previsto sui lavoria forfait, secondo la disciplina del" prezzo chiuso" ex articolo 33 legge 41 del 1986. Nel 2011 il Tribunale aveva rigettato le istanze della ditta accogliendo la riconvenzionale dell'Aterp di condanna dell'impresa al pagamento di una penale. La Corte d'Appello, nel confermare la statuizione di primo grado, ha ritenuto che poiché il contratto di appalto prevedeva la revisione dei prezzie la committenza aveva corrisposto le relative somme all'impresa, tanto escludesse, per il medesimo titolo, l'applicazione del meccanismo di adeguamentoa" prezzo chiuso", pari all'aumento del 5% per ogni anno intero previsto per l'ultimazione dei lavori. Quanto poi al ritardo nell'esecuzione delle opere, gli otto mesi di rallentamento dei lavori dovuti alla realizzazione di una strada, secondo la Corted'Appello, non avevano integrato un ritardo imputabile alla committenza. L' impresa ha impugnato la sentenza in Cassazione evidenziando che il ritardo nel cronoprogramma dei lavori era da addebitare alla strada di piano realizzata da un' altra impresa,i cui lavori avevano impedito alla ditta ricorrente di accedere al cantiere, ed alla mancata consegna dalla committenza della relazione geologica. Perl' azienda quindi la penalità per ritardata esecuzione dell'opera dovrebbe essere a carico dell' Aterp come stazione appaltante. Proprio su quest' ult imo punto la Corte di Cassazione ha accoltoi rilievi della società: «La Corte d'Appello- si legge nella sentenza- ha fatto cattiva applicazione dei principi di distribuzione dell'onere della prova ex art. 2697 c.c. nella parte in cui ha ritenuto corretta l'intervenuta imposizione della penalea carico dell'impresa, accompagnandosia siffatto giudizio l'imputazione all'appaltatrice dei tempi di realizzazione della strada di piano ad opera di terzi». «Siffatto ragionamento- aggiunge la Cassazione- sortisce infatti l'effetto di onerare l'appaltatore di provare che il ritardo che da quella realizzazioneè derivato ai lavori commessigli in appalto sia dovuto alla colpa del committente».I giudici capitolini hanno quindi stabilito di rimandare gli attia Catanzaro dove la Corte d' Appello dovrà valutare l'applicazione della clausola penale cheè stata convenuta tra committente ed appaltatore». ga.ma. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Viale Isonzo Alcuni edifici popolari del quartiere Pistoia nella periferia sud del capoluogo calabrese