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05/12/2018

All’ex caserma Cavarzerani non ci saranno allontanamenti

Messaggero Veneto - Cristian Rigo

La Cri: i nostri ospiti sono ancora in attesa della decisione della Commissione Il prefetto: i nuovi bandi saranno adeguati alle norme e risolveremo il caso Aura decreto sicurezza
Cristian RigoDall'ex caserma Cavarzerani non se ne andrà nessuno. Nemmeno dopo l'approvazione del tanto discusso decreto immigrazione e sicurezza voluto dal vicepremier Matteo Salvini. Perché tutti i richiedenti asilo ospitati nella struttura di via Cividale, spiega Fabio Di Lenardo, direttore della Cri di Udine che gestisce in proroga la struttura, «sono ancora in attesa dell'esito della commissione che valuta se concedere o meno una protezione internazionale o hanno presentato ricorso dopo aver ricevuto un diniego».La stretta sui permessi, introdotta con la nuova legge che ha abrogato quello di soggiorno per motivi umanitari (sostituito da permessi speciali temporanei), a Udine non avrà quindi alcuna conseguenza sui centri di prima accoglienza come la Cavarzerani o sulle strutture temporanee (Cas) per il semplice fatto che in entrambe le realtà viene rispettata la norma, tutt'ora in vigore e antecedente al decreto Salvini, che prevede che una volta ricevuto l'esito della richiesta di asilo, i profughi hanno 60 giorni per uscire dall'accoglienza a meno che non presentino ricorso. In quest'ultimo caso, posso restare fino alla sentenza del tribunale per la quale si può attendere anche un anno.Ma quando viene concessa una forma di protezione i due mesi di tempo per abbandonare le strutture di accoglienza vengono rispettati. Diverso il caso ridimensiona dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, che il decreto Salvini ha ridimensionato consentendo l'accesso solo ai titolari di protezione internazionale e ai minori non accompagnati. Chi attualmente è nel sistema però potrà restarvi fino al termine del periodo previsto. Quindi anche le 49 persone attualmente presenti a Udine con il sistema Sprar in teoria non rischiano di restare per strada anche se le associazioni che gestiscono l'accoglienza sono ancora in attesa di ricevere indicazioni dalla Prefettura. Il rappresentante del Governo, Angelo Ciuni però assicura che a Udine e in Friuli non ci saranno stravolgimenti: «Sto studiando il dispositivo che ovviamente sarà messo in pratica e di sicuro anche i nuovi bandi saranno predisposti tenendo conto delle novità introdotte, ma fortunatamente le scadenze delle attuali assegnazioni sono a fine anno quindi, fatte salve le proroghe necessarie a garantire continuità al servizio, avremo modo di adeguare i nuovi bandi». L'unico nodo resta quello del sistema di accoglienza diffusa Aura che ospita circa 300 persone negli appartamenti e che il sindaco Fontanini non intende rinnovare. «In quel caso non possiamo "sostituirci" al Comune per fare una proroga, ma stiamo studiando una soluzione anche perché siamo tenuti a garantire l'accoglienza». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI

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