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12/09/2018

All’esame di Bruxelles la richiesta di Roma Aiuti di Stato e regolamenti, il doppio nodo

Il Messaggero - Antonio Pollio Salimbeni

IL CASO
LA PROCEDURA NORMALE PREVEDE GARE APERTE E SENZA NESSUNA DISCRIMINAZIONE SU BASE NAZIONALE
B R U X E L L E S La Commissione europea non fornisce indicazioni, temendo che ogni parola, anche mezza parola sull'Italia sia utilizzata a Roma in malo modo. La cosa certa è che tra Roma e Bruxelles è stato avviato un dialogo esplorativo per capire qual è lo spazio legale in cui può muoversi il ministro dei trasporti Toninelli per scrivere il decreto per Genova che dovrebbe prevedere poteri al commissario sull'assegnazione dei lavori per la ricostruzione del ponte Morandi. Lo staff del ministro ieri mattina è arrivato a Palazzo Berlaymont, dove ha sede l'esecutivo Ue, e ha fatto il giro di tre "stanze": quella dei gabinetti delle commissarie alla concorrenza Margrethe Vestager, ai trasporti Violeta Bulc e al mercato interno Elzbieta Bienkowska. La massima attenzione in questa fase è per gli aspetti delle regole degli appalti pubblici, che riguardano il funzionamento del mercato interno, e per eventuali problemi in relazione a possibili aiuti di Stato, essendo Fincantieri una società controllata da Fintecna, la finanziaria del Tesoro. Che il governo avesse deciso di accelerare era chiaro, dal momento che il decreto legge su Genova è atteso per venerdì. È stato lo stesso ministro Toninelli ad annunciare l'incontro tecnico a Bruxelles: l'obiettivo è «derogare al codice degli appalti e procedere all'affidamento diretto a Fincantieri della ricostruzione del ponte tramite i poteri del commissario». Si è capito che al momento la palla è nella mani del governo, che deve decidere quale strada prendere. In linea generale gli appalti pubblici sopra una certa soglia devono avvenire con gara regolare, aperta e senza discriminazioni su base nazionale. PORTA STRETTA È un fatto che la direttiva europea del 2014 prevede espressamente la possibilità di aggiudicare appalti attraverso una procedura negoziata anche senza pubblicazione del bando di gara se ci si trova "in situazioni eccezionali". Tale procedura, in cui le amministrazioni aggiudicatrici trattano con le imprese le condizioni dell'appalto, deve coinvolgere un numero ristretto di soggetti.Si sa che sul tavolo del governo ci sono diverse opzioni e il viaggio dello staff di Toninelli a Bruxelles è servizio a chiarire i margini di manovra. L'articolo 32 della direttiva appalti indica che si può ricorrere alla procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara quando esistono «ragioni di estrema urgenza derivanti da eventi imprevedibili dall'amministrazione aggiudicatrice» e «i termini per le procedure aperte o per le procedure ristrette o per le procedure competitive con negoziazione non possono essere rispettati». È ovvio che le circostanze invocate per giustificare l'estrema urgenza non devono essere «n alcun caso imputabili alle amministrazioni aggiudicatrici». Dunque, si tratta di «situazioni eccezionali in cui l'estrema urgenza risultante da eventi imprevedibili dall'amministrazione aggiudicatrice e che non sono ad essa imputabili, rende impossibile il ricorso a una procedura regolare anche entro termini ridotti». L'urgenza del caso di Genova è in relazione alla necessità di avviare rapidamente i lavori per limitare al massimo il danno economico enorme alla città e alla popolazione. In ogni caso, da parte governativa viene indicato che sul tavolo ci sono diverse opzioni. Quanto all'aspetto degli aiuti di Stato, la regola classica è nota: una società pubblica può intervenire solo seguendo la logica dei prezzi di mercato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Margrethe Vestager

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