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28/05/2020

Alleanza tra sindacati e costruttori “Non toccate il codice degli appalti

La Repubblica - Rosaria Amato

Le parti si schierano contro il progetto del premier Conte di adottare su larga scala il "modello Genova" usato per la ricostruzione del ponte Morandi. Maggioranza divisa: solo i renziani con il presidente del Consiglio
Roma - "Modello Genova" o Codice degli Appalti? Procedure superveloci attuate da commissari straordinari, come è avvenuto per la ricostruzione del Ponte Morandi, o vie ordinarie di emergenza già stabilite dalle leggi in vigore? Si giocano su questa linea di demarcazione le scelte sul rilancio degli appalti pubblici, una parte importante del decreto semplificazioni che il governo dovrebbe varare al più tardi all'inizio di giugno. Per una parte della maggioranza, che fa riferimento al premier Giuseppe Conte, a Italia Viva e a Confindustria, la via è quella del "modello Genova". C'è poi uno schieramento che raggruppa buona parte del Pd, a cominciare dal ministro dei Trasporti Paola De Micheli, l'Anac (l'Autorità Anticorruzione), i sindacati di settore e l'Ance, che chiede invece di mantenere in vita il Codice degli Appalti, semmai facendo scattare fino al 31 dicembre le procedure di emergenza, che comunque permetterebbero una forte accelerazione dei lavori pubblici. E c'è poi la proposta del Movimento Cinque Stelle, elaborata dal viceministro dei Trasporti Giancarlo Cancelleri, che prevede l'attribuzione di poteri commissariali all'ad di Anas e a quello di Rfi, per lo sblocco di oltre 300 opere per 109 miliardi.
Approvato nel 2016, il Codice degli Appalti, rileva Alessandro Genovesi, segretario generale Fillea Cgil, «dopo un anno aveva già cominciato a funzionare bene». Fra settembre e dicembre 2019, attesta l'Anac, il mercato dei contratti pubblici è aumentato di 8,4 miliardi, il 18,4% in più su base annua. In tutto 54,3 miliardi di euro, 59 mila commesse: quasi 5 mila in più sul 2018. A rallentare le procedure, semmai, osserva Genovesi, è la cronica mancanza di tecnici nelle pubbliche amministrazioni: «In 10 anni abbiamo perso 15 mila tra ingegneri e geometri: ecco perché gli appalti spesso non arrivano a gara. Ci vorrebbe un concorso straordinario per assumerne almeno 7-8 mila». La velocizzazione di appalti e procedure è già possibile a legislazione vigente: per dimostrarlo l'Anac ha pubblicato sul proprio sito un "Vademecum per affidamenti rapidi durante l'emergenza e nella fase 2», aggiungendo che si tratta di «procedure speditive già previste nel Codice, ma spesso sono poco note». Un'impostazione condivisa dalla ministra De Micheli e anche dall'Ance, l'associazione dei costruttori: «Quando si evoca la figura dei commissari, soprattutto quando a farlo è lo Stato, vuol dire che si asserisce che le normative in essere non funzionano - osserva il presidente Gabriele Buia - Il Codice però non può essere buttato dalla finestra, si bloccherebbe tutto. Piuttosto, si finanzino direttamente le opere cantierabili dei Comuni, valgono 39 miliardi. Ma siamo contrari a procedure di emergenza che limitino la concorrenza». Il "Modello Genova" è invece il paradigma da applicare in questo momento per il premier Conte, per il neo presidente di Confindustria Carlo Bonomi, che ha chiesto anche la sospensione del Codice degli Appalti, e per Italia Viva, che ha presentato al governo il progetto "Italia Shock". «Ci sono circa 120 miliardi di risorse che sarebbero preziosissime per il Paese - dice Raffaella Paita, capogruppo Iv alla Commissione Trasporti della Camera -. Il piano prevede la figura dei commissari su modello Expo e Genova, con un forte potere di presidio in tutte le fasi, ma sotto il controllo dell'Anac».
Il progetto presentato da Cancelleri prevede invece l'attribuzione di poteri commissariali agli amministratori delegati di Anas e Ferrovie, due figure «rispetto ai quali dunque c'è già un consenso preliminare, rientrano in una normalità», sottolinea il viceministro. Forse una via di mezzo, ma la verità è che una sintesi tra questi progetti non c'è: il governo deve scegliere.

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