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04/03/2021

All’asta il palazzo del Comune Ma Sala tiene dentro gli abusivi

Libero - ENRICO PAOLI

L'ala occupata della Fabbrica del Vapore
La giunta cerca privati che rilevino la struttura di via Luigi Nono, però non sgombera gli antagonisti. Forza Italia: «Liberare subito gli spazi pubblici, no a bandi su misura»
■ Magari qualcuno disposto a farlo ci sarà pure. Tutto è possibile. Ma decidere d'investire su una struttura importante e significativa, tale è la "Fabbrica del Vapore", uno dei luoghi simbolo della città, sapendo che un pezzo di essa è ufficialmente occupata abusivamente lo certifica l'amministrazione comunale avviando il percorso «esplorativo per la presentazione di manifestazione di interesse alla concessione di valorizzazione dell'immobile» - è un'impresa quantomeno singolare. MODA SOCIAL Per dire. Ce la vedete una grande griffe, dato che siamo a Milano la cosa è plausibile, coabitare con i "bravi ragazzi" dei Centri sociali sistemati dentro la Fabbrica del Vapore, dove più che socialità fanno affari? «Attualmente l'immobile è occupato abusivamente», si legge nel documento dell'amministrazione comunale, «e all'interno vengono organizzati eventi e attività». Eppure Milano, quando questa pandemia inizierà a esserci alle spalle, tornerà a guardare al futuro e a voler crescere. Dunque l'idea di «valorizzare il patrimonio immobiliare di proprietà comunale» appare coerente con quel disegno, legando la Fabbrica del Vapore a un utilizzo «culturale, didattico educativo, formativo, ludico-ricreativo, connesse anche a eventuali attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande e/o di vendita al dettaglio di articoli culturali». Ma questo non significa prendersi in carico anche gli occupanti abusivi. «Speriamo venga presto messa la parola fine all'occupazione del Tempio del Futuro Perduto», afferma Alessandro De Chirico, consigliere comunale di Forza Italia, «a meno che l'amministrazione comunale non pensi di creare un bando ad hoc per assegnarlo direttamente agli occupanti abusivi che sono riusciti nell'impresa di inimicarsi tutto il panorama antagonista meneghino per la loro indole puramente imprenditoriale». Il che, oggettivamente, non depone certo a favore di Palazzo Marino, noto per la sua politica di tolleranza, pure troppa nei confronti dei centri sociali e del mondo che ruota attorno a essi. «Il metodo dei bandi costruiti su misura sul modello Macao», evidenzia l'esponente azzurro, «è cosa nota e non mi sorprende visto che siamo in periodo elettorale. Per riqualificare quegli spazi ci vogliono almeno 500mila euro e il rischio è che il bando vada deserto per l'ennesima volta, perché è praticamente impossibile trovare una start-up o un'associazione culturale che abbia quella capacità economica, a meno che tra i promotori non ci sia qualche figlio o fratello di personaggio famoso. Consiglio all'amministrazione di indicare la struttura tra le opere finanziabili dal Recovery plan: quella sì che sarebbe una bella opera utile e fruibile dai milanesi». FONDI EUROPEI Ecco, l'idea di far ricorso ai fondi europei è tutt'altro che fuori luogo. Il sindaco, Beppe Sala, considerando la sua ricandidatura, parla spesso di quei finanziamenti, considerandoli strategici. La città che uscirà dal Covid, ha spiegato nelle scorse settimane il primo cittadino, dovrà cambiare, puntando anche alle risorse del Recovery fund, che potrebbero dare corpo ai progetti immaginati. A cominciare dalla sostenibilità. Nella visione di Sala, però, tutto ciò vuol dire "mobilità dolce", un sistema integrato di trasporti elettrico, tre milioni di alberi da piantare in tutta la Città metropolitana e piste ciclabili. Nella visione del centrodestra, come accennato da De Chirico, i soldi dell'Europa non possono tingersi solo di verde, servono anche altri colori, metropolitana, investimenti, grandi opere. La Fabbrica del Vapore potrebbe essere un banco di prova. twitter@enricopaoli1

Foto: L'edificio di via Luigi Nono occupato abusivamente