scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
01/06/2021

Allarme per i licenziamenti “Rischiano 100 mila toscani”

La Repubblica - di Ilaria Ciuti

Le stime dei sindacati sugli effetti della fine del blocco varato durante la pandemia Manifatturiero e turismo i settori più colpiti: "Il Recovery aiuterà, ma servono corsi di formazione"
A rischio 100 mila posti di lavoro in Toscana appena si sbloccheranno i licenziamenti il 30 giugno, mentre sarà a fine agosto per le aziende - poche seconde il sindacato - che decideranno di usufruire ancora della cassa integrazione Covid. Il lavoro minaccia di andarsene nonostante la Toscana gli abbia pagato il feroce contributo di 14 morti da inizio anno. Come denunziano Cgil, Cisl e Uil che, ieri, hanno manifestato con un presidio nell'ambito della campagna nazionale "Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro". ● a pagina 3 A rischio 100 mila posti di lavoro in Toscana appena si sbloccheranno i licenziamenti il 30 giugno, mentre sarà a fine agosto per le aziende - poche seconde il sindacato - che decideranno di usufruire ancora della cassa integrazione Covid.
Il lavoro minaccia di andarsene nonostante la Toscana gli abbia pagato il feroce contributo di 14 morti da inizio anno. Come denunziano Cgil, Cisl e Uil che, ieri, hanno manifestato con un presidio nell'ambito della campagna nazionale "Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro", davanti alla prefettura. Per due obiettivi: chiedere la proroga del blocco dei licenziamenti fino al 31 ottobre e un "Patto per la salute e la sicurezza" tra istituzioni, parti datoriali e organizzazioni sindacali; e poi opporsi alle deroghe al codice degli appalti.
La scadenza del 30 giugno fa paura e i sindacati chiedono a gran voce la proroga del blocco: "La posizione di Confindustria che invoca la libertà di licenziare è inaccettabile e rischia di creare un disastro sociale che graverà sulle spalle dei lavoratori e delle famiglie". Rivendicano anche la riforma immediata degli ammortizzatori sociali, "ormai non più rinviabile per dare certezze e garanzie al mondo del lavoro".
Centomila posti di lavoro in meno è una cifra che fa tremare i polsi, che rischia di trasformare la Toscana e di mandare a gambe all'aria la tanto decantata coesione sociale, allargando le disuguaglianze e spingendo una quantità di famiglie nell'abisso della povertà, si fa notare. Come si è arrivati a questa drammatica stima fatta dall'Ires Cgil Toscana e di cui parlano allarmati i tre segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil, Dalida Angelini, Ciro Recce e Annalisa Nocentini? Incrociando i mancati avviamenti al lavoro e i licenziamenti in arrivo. Ma il sindacato si ribella. Spiega Recce: "Lo sblocco dei licenziamenti va rinviato e nel frattempo vanno attivati percorsi di riqualificazione per chi perderà il lavoro quando si arriverà allo sblocco. Lo si può fare mettendo in campo adeguate politiche attive per il lavoro e questo è un settore su cui possono agire anche le Regioni. Dunque ci rivolgiamo al governo, ma anche alla Regione". Dice Angelini: "Le maggiori perdite si avranno nelle piccole aziende, molte in Toscana e dove è più difficile entrare per i sindacati. I settori che si prevede più colpiti sono la moda, non tanto il grande designer, ma tutta la filiera che ci sta dietro, alcune aree della manifattura, tutto ciò che riguarda il turismo". Ecco perché il blocco va prorogato. Ma perché la proroga non sia solo il rinvio del dramma "dobbiamo chiedere al governo prosegue la segretaria Cgil - anche una immediata riforma degli ammortizzatori sociali che diventino a carattere universalistico, uguali per chi ha il posto fisso come per i precari e gli autonomi. Da farsi non a disastro avvenuto ma prima di licenziare. Per tutelare chi sarà espulso e per dargli il tempo di riqualificarsi". Perché, prevedendo che la pioggia di soldi in arrivo con il Recovery vada ovviamente verso un'economia innovativa e super digitalizzata, "ci deve essere un capitolo che riguardi le politiche attive del lavoro. Se molti posti si perderanno dove il lavoro manuale sarà sostituito dalla digitalizzazione, molti altri ne nasceranno, per i quali però i lavoratori vanno formati". Ma guai a licenziare subito, senza ammortizzatori e senza politiche di riqualificazione, gettando le persone nel vuoto, concordano Cgil, Cisl e Uil.
Quanto alle morti sul lavoro, prosegue Angelini, "dobbiamo tutti dire basta a questa strage inaccettabile. Le imprese, soprattutto in questa fase di riaperture oltre che in assoluto, non devono trascurare le misure di protezione di chi lavora in nome del reddito". E Nocentini saluta "con favore che sia stato sgombrato dal tavolo l'abominio del massimo ribasso, che è stato causa di tanti incidenti sul lavoro. Ma bisogna anche regolamentare i subappalti ".
Alla fine degli interventi in strada, i tre segretari sono stati ricevuti dalla prefetta Alessandra Guida, a cui hanno esposto le rivendicazioni della mobilitazione.

Ieri in piazza


Dalida Angelini segretario regionale della Cgil della Toscana Ciro Recce è il segretario regionale della Cisl Toscana

Foto: jIn fabbrica La scadenza del 30 giugno fa paura e i sindacati chiedono a gran voce la proroga del blocco