scarica l'app
MENU
Chiudi
22/09/2018

Allarme degli edili: «Senza Autostrade sono a rischio mille posti di lavoro »

Il Secolo XIX

La citt à dopo il Morandi
La citt à dopo il Morandi Allarme degli edili: «Senza Autostrade sono a rischio mille posti di lavoro »
Fillea-Cgil: « Se il governo ritirer à la concessione deve garantire l'occupazione » . Ance: « Vanno accelerate le grandi opere » Francesca Forleo « Se il governo ritirasse la concessione ad Autostrade solo nel tratto ligure, la ricaduta potrebbe essere di mille posti di lavoro polverizzati, parlando sia di autostrada sia dei comparti legati alla manutenzione e alla progettazione. Se la revoca fosse nazionale, i numeri aumenterebbero fino a 7mila posti di lavoro perch é sarebbero a rischio anche tutte le opere compensative » . Lo ha detto il segretario generale Fillea Cgil, Alessandro Genovesi, durante l'assemblea con i lavoratori del comparto edile che si è tenuta davanti alla sede di Autostrade a Genova Ovest. I sindacati, chiedono innanzitutto che la ricostruzione del ponte di Genova avvenga in tempi rapidi. Ma, anche, « di poter partecipare alla discussione sul futuro delle concessioni - prosegue Genovesi - ed è chiaro che di fronte a un'eventuale nazionalizzazione non si dovr à perdere nemmeno un posto di lavoro: tutti i lavoratori di Aspi, Spea e Pavimental devono essere assunti senza soluzione di continuit à dal soggetto pubblico » . LA RICOSTRUZIONE Il sindacato chiede che la ricostruzione sia fatta « da chi pu ò assicurarla nel minore tempo possibile - dice ancora il segretario della Fillea noi siamo contrari a qualsiasi discussione o contenzioso che la possa ritardare. Ogni giorno che passa senza far ricostruire il ponte è una giornata persa per Genova, per i lavoratori e per l'intero paese » . Sono circa 1.400, come ben noto, le imprese colpite direttamente dal crollo del ponte nella zona cosiddetta arancione. « Ma tutti i lavoratori della citt à stanno subendo danni incalcolabili: penso soprattutto ai trasportatori per cui il costo del gasolio è raddoppiato, in certi casi triplicato. Ma anche alle aziende che non vengono più raggiunte dalle consegne » . LE GRANDI OPERE « Bisogna completare le grandi opere senza indugio riprende Genovesi - il Terzo valico che è al quinto di 6 lotti, la Torino-Lione, la Gronda che hanno impatto diretto su 6mila lavoratori, 10mila nell'indotto, non possono più essere messe in discussione » . Le segreterie nazionali di Fillea e Filt Cgil, chiedono al Governo di « connettere l'Italia, migliorando il Codice degli Appalti ma non intaccando le risorse gi à stanziate per le opere » . « Questo paese deve essere unito per ricostruire quel ponte » , ha aggiunto il segretario confederale Cgil, con delega alle infrastrutture, Vincenzo Colla, presente al presidio. « Non c'è dubbio che il ponte debba essere ricostruito in fretta, questa è la priorit à di fronte alla quale anche Ance ha fatto un passo indietro rispetto alla questione delle percentuali di lavoro in house di societ à Autostrade - ricorda il presidente dei costruttori edili genovesi, Filippo delle Piane - a rischio non c'è solo il lavoro di tanti colleghi liguri che non riescono più ad attraversare la Regione in tempi ragionevoli per mandare avanti i cantieri, c'è un pezzo del Pil italiano. Per questo Genova deve avere un ponte nuovo nel più breve tempo possibile ma, senza più esitazioni, discussioni, perdite di tempo, va cominciata la Gronda e concluso il Terzo Valico. Per fare in modo che, entro al massimo 6 anni, queste grandi opere siano ultimate e funzionanti » . -

Foto: L'assemblea dei lavoratori edili della Fillea Cgil davanti al Punto Blu di Autostrade nei pressi del casello autostradale di Genova Ovest