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07/11/2018

Allagamenti senza fine, la rete è un’incompiuta

La Repubblica - Tullio Filippone

Il caso
Dal centro storico alla zona di Partanna Mondello, infrastrutture realizzate a metà o ancora in attesa dei finanziamenti
Opere sospese da più di trent'anni, interventi rimasti sulla carta in cerca di finanziamenti, altri che si sono impantanati nei rivoli della burocrazia. Ad ogni bomba d'acqua ci sono interi quartieri, da via Porta di Castro a Partanna, dove ai cittadini non resta che alzare le paratie e scongiurare che accada il peggio.
Nella notte tra sabato e domenica via Porta di Castro in pochi minuti si è trasformata in un fiume in piena, come se fosse tornato in superficie il vecchio Kemonia. Per risolvere il problema che si presenta puntuale dopo ogni acquazzone, anche in altre zone come corso Re Ruggero, via Imera e via Colonna Rotta, le soluzioni tecniche ci sono, ma si dovranno aspettare degli anni.
La prima è la regina delle incompiute del sistema fognario palermitano: il collettore Sud Orientale, un canale che taglia la città per sette chilometri da Uditore ad Acqua dei Corsari e che intercetterebbe le decine di metri cubi al secondo che scendono da monte al mare, in un'area dove vivono 180mila palermitani. La storia è travagliata. La prima zolla di terra è stata scavata nel lontano 1987, quando fu avviato il primo appalto poi sospeso nel 1993, ripreso nel 2006 dalla ditta Cariboni e poi bloccato dal fallimento della stessa. Dall'anno scorso, l'appalto da 33 milioni fa parte di quel pacchetto di interventi su fogne e depuratori che sono stati affidati al commissario unico nazionale Enrico Rolle, dopo la multa milionaria dell'Unione europea alla Sicilia.
«A breve - dice l'ingegnere responsabile Giovanni Pizzo - riceveremo l'autorizzazione ambientale, a quel punto a dicembre o gennaio potremmo avviare la gara e iniziare i lavori per completare l'opera a dicembre 2021 o nei primi mesi del 2022». Tempi troppo lunghi per chi ogni volta spala acqua e fango dalle case. «Il quartiere è molto preoccupato - dice il presidente della Prima circoscrizione Massimo Castiglia - il collettore è stato pensato quando l'area intorno come corso Pisani era una campagna, adesso che c'è il cemento tutto si riversa in via Porta di Castro.
Dov'è finito il progetto per bonificare l'area?». In effetti, sulla carta c'è, costa cinque milioni di euro e il Comune, che dal 1997 ha classificato la strada come "a rischio molto elevato", lo ha inserito nel piano triennale delle opere pubbliche e aspetta che venga finanziato dai fondi Po-Fesr per la Sicilia. Ancora più complessa la situazione del bacino Nord, dove un'area di 80mila abitanti non può contare su alcuna infrastruttura. Il caso più eclatante è Partanna Mondello, che ha intrecciato il suo destino alla bonifica del ferro di cavallo, canale novecentesco reso inservibile dai detriti. Dopo un'impasse di sei anni - l'opera era iniziata nel 2006 - la Regione ha sbloccato i 5,5 milioni di euro del Patto per il Sud, ma per l'inizio dei cantieri si dovrà aspettare la prossima primavera. «Per partire - dice il commissario regionale per il dissesto idrogeologico Maurizio Croce - bisogna capire se il progetto esecutivo del Comune è da aggiornare, nella peggiore delle ipotesi possiamo chiudere la gara a febbraio e partire in primavera con i lavori di un anno».
Né sono bastate le tre vasche realizzate dal Comune nelle vie Aiace, Amarilli e piazza della Serenità, in attesa della realizzazione di vasche e pozzi in via Partanna con un progetto da 3 milioni e mezzo di euro da finanziare. Lo stesso Comune, correndo ai ripari, ha anche chiesto alla Protezione civile di far ispezionare dagli uomini del soccorso alpino e speleologico il collettore nord occidentale, iniziato negli anni Ottanta e mai completato perché avrebbe scaricato le acque nell'area protetta di Capo Gallo.

Foto: Mondello Strade allagate dopo un acquazzone