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16/03/2021

Alla caccia di fondi per il recupero dei beni sottratti alla malavita

La Provincia Pavese - oliviero dellerba

Bando regionale
VIGEVANO Il Comune tenterà entro fine mese di vincere un bando regionale che permette di poter avere finanziamenti, destinati agli enti locali e alle associazioni, per la riqualificazione dei beni immobiliari confiscati alla malavita organizzata. Si tratta di un appartamento in via Seregni 18, di ampia superficie (126 metri quadrati, compreso un box) che necessita di alcune manutenzioni per poter essere affittato sul libero mercato.«L'obiettivo - spiega il sindaco Andrea Ceffa, nel confermare la partecipazione di Vigevano al bando - è di ottenere i soldi per ristrutturarlo». Una cifra, per l'immobile entrato nel patrimonio comunale nel 2008, che si ipotizza compresa tra i 30mila e i 50mila euro. Nel corso degli anni il Comune ha tentato, per l'appartamento di via Seregni, diverse strade: le ipotesi di utilizzo comunitario sono sempre state contestate da una parte dei residenti della piccola traversa di via Manara Negrone. Anche il tentativo di trovare un affittuario che effettuasse i lavori scontandoli poi dall'affitto è andato a vuoto. Al bando regionale Vigevano chiederà fondi solo per questo immobile, mentre per l'appartamento in via De' Bussi (che avrebbe bisogno anch'esso di lavori) il bando previsto non ha avuto partecipanti: sarebbe stato utilizzato per accogliere donne in condizioni di disagio. Un terzo immobile sequestrato alla malavita, di enormi dimensioni, è invece ancora in cerca di una collocazione definitiva. Si tratta dell'ex hotel di via Cascine Barbavara, che era stato sequestrato al boss Antonino Zacco e diventato comunale nel 2007.Da allora sono numerose le proposte di utilizzo ma tutte non andate a buon fine. L'ex hotel, parzialmente costruito all'inizio degli anni Novanta, è da tempo rifugio di senza tetto. L'ultimo progetto presentato era la realizzazione di un piano di accoglienza proposto dalla chiesa russa tradizionale: venne siglata una concessione, ma questa organizzazione religiosa ha poi deciso di ritirarsi. Prima ancora doveva ospitare minialloggi per anziani, una sorta di "De Rodolfi 2" per autosufficienti, ma i costi fecero cadere il progetto dopo poco tempo. Il Comune di Vigevano sta cercando di avere nuove indicazioni, per un futuro utilizzo, da parte dell'Agenzia nazionale per i beni confiscati. --oliviero dellerba