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07/03/2020

Alitalia, via al bando della svendita due settimane per le prime offerte

Il Gazzettino

Pubblicato il documento per raccogliere le manifestazioni di interesse: è una fotocopia di quello redatto ad agosto 2017
L'OPERAZIONE
ROMA Alla fine la montagna ha partorito il topolino. Il cambio della guardia alla guida di Alitalia era stato celebrato come una decisione che avrebbe finalmente rimesso in pista la compagnia, sia pure commissariata da qualche vettore internazionale più solido e radicato nei cieli. Invece oggi leggiamo un bando che, pur privilegiando la cessione del blocco unico, di fatto smembra la società in tre pezzi per facilitarne il collocamento sul mercato, lasciando il resto (vale a dire la parte più problematica) alla gestione domestica. A questo punto la speranza è che almeno qualcuno si faccia avanti, sebbene, vista l'aria che tira, complice il dannato virus che tutto sembra voler ingoiare, non sarà facile trovare acquirenti disponibili. Ciò nonostante il bando d'asta indichi requisiti di patrimonializzazione molto bassi, finalizzati ad attrarre anche soggetti minori oltre a colossi dei cieli come Lufthansa, Delta e a Efromovich. In ogni caso, alla prima lettura il bando - pubblicato ieri sera sul sito di Alitalia - sembra la fotocopia di quello redatto ad agosto 2017 dai precedenti commissari (Gubitosi, Laghi, Paleari), salvo che essi vendevano due lotti (Aviation e Handling) mentre adesso la cessione riguarda uno spezzatino a tre oltre al lotto unico. Il tutto però seguendo un percorso accelerato: le manifestazione di interesse devono pervenire all'advisor Rothschild entro le ore 24 del 18 marzo.
LE PREFERENZE
Nelle 14 pagine del bando si legge infatti che i soggetti interessati potranno manifestare il proprio interesse all'operazione «relativamente alle attività aziendali unitariamente considerate lotto Unico; oppure alternativamente per le attività del lotto Aviation, e/o Handling e/o Manutenzione». E tuttavia, «in caso di sostanziale equivalenza delle offerte all'esito della valutazione, saranno considerate preferibili prima le offerte che avranno ad oggetto il lotto Unico», prescrive il bando. Le offerte aventi ad oggetto «un perimetro aziendale diverso da quello rappresentato nei lotti sopradescritti sono ammesse alla fase successiva in assenza di offerte relative al lotto Unico o ai tre lotti distinti». Riguardo i rapporti di lavoro, troveranno applicazione le norme sulle «cessioni aziendali realizzate nell'ambito delle procedure di amministrazione straordinaria». Va precisato che il lotto Aviation comprende asset destinati alle attività di trasporto, Handling le attività destinate allo svolgimento dei servizi in aeroporto per l'assistenza a terra a terzi, Manutenzione le attività di conservazione degli aeromobili. «Saranno considerate preferibili prima le offerte che avranno ad oggetto il lotto Unico e successivamente quelle che avranno ad oggetto più di un lotto», si legge nel documento. Comunque le offerte per il lotto unico «dovranno assicurare la discontinuità anche economica della gestione da parte dell'offerente». In alternativa, saranno tenute presenti «più offerte interdipendenti, presentate da più soggetti ma volte alla realizzazione di un progetto industriale sinergico».
SVOLTA SUPERFLUA
Per il blocco o la parte aviation, possono gareggiare imprese di qualsiasi nazionalità anche in cordata, purché negli ultimi tre esercizi abbiano realizzato un fatturato lordo di 1 miliardo, oppure abbiano concluso l'ultimo esercizio con un patrimonio netto di 250 milioni. Per l'Handling i candidati devono avere un fatturato di 50 milioni e un patrimonio di 25 milioni. Per la Manutenzione, invece, i bidder devono avere ricavi per almeno 30 milioni e un patrimonio di 15 milioni.
Insomma, una sorta di compitino senza infamia e senza lode che avrebbe potuto essere presentato almeno un mese fa. Alla luce di ciò, viene spontaneo domandarsi che senso abbia avuto il cambio della guardia, con l'arrivo di un nuovo commissario più o meno conosciuto - peraltro in odore di conflitto per i precedenti trascorsi alla guida di Blue Panorama - e un direttore generale del quale non si sentiva la necessità. Per un documento simile sarebbe stato di troppo anche uno solo dei tre commissari che per oltre due anni avevano gestito Alitalia prima dei nuovi venuti. Con una differenza: la maggiore conoscenza della compagnia e le relazioni che nel frattempo i tre avevano maturato, avrebbero certamente reso più agevole e proficuo il collocamento dei singoli asset. Quel che è certo è che ora ci troveremo a dover commentare una svendita al ribasso con la certezza che il debito di 1,3 miliardi (più interessi peraltro assai cari) contratto con il Tesoro sarà interamente a carico dei contribuenti. Per non dire della gestione senz'altro onerosa, sempre a carico del contribuente, dei problemi occupazionali che dovranno essere affrontati in casa.
r. dim.
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