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08/09/2021

Alice Ferretti / PADOVANessuna illegittimità. L’Us…

La Nuova Venezia - Alice Ferretti

Alice Ferretti / PADOVANessuna illegittimità. L'Usl 6 Euganea riafferma la correttezza del proprio operato provando a mettere così la parola fine alla questione sollevata dalla Cgil sui lavoratori precari che prestano servizio a cottimo all'interno di quella che è la grande macchina dei tamponi anti Covid.L'INCONTRO Ieri mattina negli uffici dell'Usl 6 di Padova i sindacalisti Alessandra Stivali, leader della Cgil funzione pubblica di Padova, Ivan Bernini, segretario generale della funzione pubblica Cgil del Veneto, e Roberta Pistorello, segretaria della funzione pubblica Cgil di Padova, si sono incontrati per la seconda volta con Michela Barbiero, direttrice amministrativa dell'Usl 6. «Ci ha detto che hanno fatto le loro verifiche per quanto riguarda il contratto collettivo nazionale applicato dalla società (Pirene Srl, ndr) che ha vinto l'appalto e che a loro non risulta alcun tipo di illegittimità», ha spiegato Stivali. «Noi invece abbiamo nuovamente evidenziato che quel tipo di contratto non è sottoscritto dalle sigle maggiormente rappresentative e che a nostro avviso non è conforme al codice degli appalti per l'applicabilità delle tabelle retributive». COLLABORAZIONIUn passo verso la Cgil, l'Usl l'ha fatto invece per quanto riguarda la questione della collaborazione continuativa: «Faranno un approfondimento sui contratti di collaborazione, che noi dubitiamo fortemente siano opportuni rispetto al lavoro svolto». Contratti che hanno fatto precipitare il costo aziendale orario da 18 euro a 13,22 euro. Per gli addetti paghe indegne, ben al di sotto ovviamente dei 13 euro di costo aziendale. Se prima, infatti, i contratti prevedevano contributi pagati e giorni di malattia garantiti, nei nuovi contratti non è previsto nulla di tutto questo.BRACCIO DI FERROIn ogni caso la Cgil non molla e mette in campo i propri avvocati. «Ci siamo riservati di fare le opportune verifiche con i nostri legali». Intanto Ivan Bernini ha chiesto alla Regione Veneto di controllare la situazione dell'appalto, che a suo parere va «meglio esplorata». «La Regione ha già avviato degli approfondimenti» prosegue il sindacalista. «Siamo in attesa che ci dia una risposta in merito». Il fulcro del problema starebbe nel fatto che il contratto collettivo non è stato firmato da nessuna delle organizzazioni sindacali più rappresentative ma da un'altra pressoché sconosciuta.«Ho la sensazione che purtroppo ci si trovi dentro a un problema molto comune nel nostro Paese, dove degli oltre 800 contratti in vigore due terzi sono firmati da associazioni non rappresentative. Dal punto di vista della norma risulta tutto regolare ma in pratica si assiste a una corsa al ribasso che pesa sui lavoratori. Se ogni singolo individuo può firmarsi il suo contratto è ovvio che i datori di lavoro si scelgono il più basso» .LA DENUNCIAIl caso delle anomalie sui contratti ai lavoratori che fanno parte del personale amministrativo da impiegare ai punti tamponi è scoppiato dopo la segnalazione di una lavoratrice al sindacato. Da quando la Pirene Srl, azienda con sede in piazza Navona a Roma, si è aggiudicata l'appalto grazie a un ribasso di 20 mila euro rispetto all'importo base, i contratti a tempo determinato sono diventati collaborazioni continuative e il costo aziendale orario di 18 euro l'ora è sceso a 13,22 euro. Ma non solo. Come detto, se prima i contratti prevedevano contributi pagati e giorni di malattia garantiti, nei nuovi contratti non era previsto nulla di tutto questo. La Cgil ha così chiesto all'Usl di visionare tutta la documentazione e di avere una risposta. Risposta che è arrivata ieri: tutto legittimo secondo i vertici dell'Usl 6 Euganea. --© RIPRODUZIONE RISERVATA