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27/10/2020

Albanese: appalti al palo all’Interporto di Termini

Milano Finanza - Antonio Giordano

«Dove si è nascosto l'Interporto di Termini Imerese? Che fine ha fatto? In quale cassetto o scrivania ha perso la strada?». Se lo chiede il vicepresidente vicario di Sicindustria, Alessandro Albanese: «Le imprese lo aspettano. I grandi gruppi ne avrebbero bisogno per fare base logistica in Sicilia occidentale. L'Unione Europea lo ha finanziato». Ci sono i fondi, 80 milioni. Ci sono i pareri, positivi. C'è perfino la Via, Valutazione d'Impatto Ambientale. Però i lavori non vengono appaltati. Individuato dalla Legge Obiettivo del 2001. Approvato dal Cipe nel 2009. Diventa un progetto e viene appaltato nel 2013. Aggiudicazione definitiva nel 2014 e poi revoca alla Tecnis nel 2017. Poi lo stop. Dal 2017 si aspetta il nuovo bando. Bisognerebbe realizzare i magazzini di smistamento, il binario ferroviario, i magazzini per la catena del freddo. La Sis, Società Interporti Siciliani è stazione appaltante. E la Sis è partecipata per il 89,7% dalla Regione, per il 10% dall'Ast. Pertanto la scelta è solo politica. «A Catania», fa notare il vicepresidente vicario di Sicindustria Alessandro Albanese, «invece funziona già il Polo Logistico ed è in via di realizzazione il Polo Intermodale. A Catania. Fa discutere il silenzio del territorio. Si parla di Interporto di Termini soltanto in campagna elettorale. Non vorrei che tra Catania e Palermo ci fossero antagonismi e faziosità. Il tempo del derby è già finito». (riproduzione riservata)