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26/06/2019

Al via anche i bandi italiani E i fondi Ue salgono al 55%

Avvenire - ANDREA ZAGHI

TORINO-LIONE, L'OK DA TELT. MA SONO "AVIS DE MARCHÈS" REVOCABILI SENZA ONERI
Annuncio a sorpresa del Cda della società mista italo-francese, dopo che mesi fa era stato dato il via alle "manifestazioni" per il lato transalpino dell'infrastruttura
Torino orna ad accelerare la corsa per la realizzazione della Tav Torino-Lione. Anche se l'Italia, in effetti, deve ancora dire ufficialmente all'Europa cosa voglia realmente fare. Ma l'Ue ci crede e punta più soldi non solo sulla galleria sotto le Alpi, ma anche sulla tratta italiana della linea. Dopo qualche settimana di "sonno elettorale", ieri la Tav è tornata alla ribalta con il consiglio di amministrazione di Telt (la società italo-francese che ha il compito di costruire la galleria di base di circa 57 chilometri) dal quale sono emerse tre novità, due delle quali evidentemente preparate sotto traccia negli ultimi tempi. Il cofinanziamento dell'Unione Europea sale al 55% per la parte internazionale (frutto dell'aumento dei fondi del 50% più un altro 5% dovuto alla presenza di una società binazionale che realizza l'opera) e al 50% per la tratta nazionale da Bussoleno al nodo di Torino; via libera anche alla pubblicazione della seconda tornata di bandi internazionali per i lavori della parte italiana della galleria. Qualche mese fa erano già stati resi noti, dopo una lunga mediazione del premier Conte, i bandi per la parte francese. Le gare avviate ora valgono, lato Italia, circa un miliardo di euro. Occorre comunque fare attenzione. I bandi lanciati da Telt seguono sempre il diritto francese e sono quindi degli avis de marchés , inviti cioè a presentare candidature relative agli interventi che sono stati divisi in due lotti: uno per i lavori di costruzione e uno per la valorizzazione dei materiali di scavo. Come già per quelli precedenti, Telt ha precisato che c'è la possibilità di interro mpere senza obblighi e oneri la procedura di gara in ogni sua fase, come previsto appunto dal Codice degli appalti francese. Telt, inoltre, ha confermato l'impegno a verificare le volontà dei due governi al termine della selezione delle candidature, prima di procedere all'invio dei capitolati di gara alle imprese. Tutto, quindi, potrebbe ancora saltare. Così, se da un lato il neo-governatore del Piemonte, Alberto Cirio, presente alla riunione insieme alla coordinatrice del Corridoio Mediterraneo, Iveta Radicova, ha parlato di una «giornata storica», dall'altro ha precisato subito: «Scriverò a Conte, perché l'Ue sollecita una parola chiara dal governo italiano sulla volontà di proseguire con l'opera. Chiederò quindi al presidente del Consiglio di dare certezza all'Europa e consentire a Telt di inviare i capitolati alle imprese che parteciperanno». Intanto, il sistema produttivo piemontese rimane in attesa e preme per il rispetto dei tempi. «Quanto indicato dall'Ue nell'ambito del Cda di Telt spinge ancora una volta a superare le divisioni di parte che fino ad oggi hanno bloccato la realizzazione della Torino-Lione. Il nostro territorio, e il Paese intero, non possono più aspettare miopi distinguo politici», ha commentato il presidente di Api Torino, Corrado Alberto. Mentre per il presidente di Confindustria Piemonte, Fabio Ravanelli, «a questo punto non si può attendere oltre l'avvio dei lavori. Adesso è necessario partire spediti per recuperare il tempo perduto nell'ultimo anno».

Foto: Il cantiere della Torino-Lione sul lato francese / Ansa