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03/08/2021

«Al Veneto servono le misure usate al Sud»

La Nuova Venezia - C.M.FILIPPO TOSATTO

La ministra dell'Interno Lamorgese a Venezia: «Il caporalato si combatte unendo gli sforzi di associazioni e Stato» Zaia non volta le spalle a Franceschi «Di lui posso parlare soltanto bene» IL GOVERNATORE e le mascherine donate
venezia«Fino ad oggi abbiamo considerato il caporalato un fenomeno tipico solo di alcune zone del Paese, ma non è così. Siamo pronti ad applicare le stesse misure adottate in altre regioni anche in quei territori che venivano presi a modello». Lo ha sostenuto la ministra dell'Interno Luciana Lamorgese a margine della visita fatta ieri in Prefettura a Venezia. Il riferimento è all'inchiesta della magistratura padovana e dei carabinieri, che hanno scoperto come un gruppo di operai pachistani venivano sfruttati e resi schiavi all'interno di Grafica Veneta, azienda modello di Trebaseleghe. Ma il discorso vale anche per gli operai dei subappalti che lavorano alla Fincantieri, sfruttati con il meccanismo della cosiddetta "paga globale". «La nostra attenzione si è concentrata su regioni come la Puglia e la Calabria, dove per contrastare il fenomeno del caporalato abbiamo firmato dei protocolli con le Regioni, enti vari e associazioni di categoria. In quei territori questi comportamenti illegali riguardano soprattutto il mondo dell'agricoltura» ha spiegato la ministra Lamorgese «Proprio ieri abbiamo firmato un protocollo a livello nazionale con la Coldiretti su questo argomento. Come governo teniamo la massima attenzione anche su questo territorio. Si potrà affrontare la questione come abbiamo fatto nelle altre regioni firmando un protocollo per creare una squadra di Stato, di enti istituzionali e associazioni per impedire il verificarsi di episodi del genere in territori che in passato venivano presi come esempio di legalità». --C.M.© RIPRODUZIONE RISERVATA