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26/05/2020

Al Tar l’officina ha vinto il ricorso “Può riparare mezzi militari”

La Stampa - B. M.

SAVIGLIANO / LA GIORNATA IN SETTE NOTIZIE
Voleva che fosse esclusa dalla gara d'appalto un'officina meccanica di Savigliano, ma il Tar ha respinto il ricorso e l'impresa della zona ha eseguito i lavori. Un testa a testa giudiziario che ha il sapore della lotta di Davide contro Golia. A fare opposizione davanti ai giudici amministrativi di Torino è stato il Consorzio Part & Services (una società nazionale di grandi dimensioni specializzata in gestione flotte e soccorso veicoli) che aveva partecipato a un bando del ministero della Difesa per conto della Brigata alpina taurinense. Il concorso pubblico riguardava la riparazione e manutenzione di veicoli del genio militare anche di due reggimenti di stanza in provincia: il secondo Reggimento alpini di Cuneo, il primo Reggimento artiglieria terrestre e il trentaduesimo genio guastatori di Fossano. Il quarto lotto del bando, cioè quello che è stato contestato, aveva il valore di 72 mila euro con durata dalla data di aggiudicazione, nel 2016, sino a dicembre 2019 con possibilità di proroga sino a marzo 2020. Il Consorzio che contestata i lavori affidati alla officina saviglianese chiedendone il ritiro oltre al risarcimento danni, puntava sul fatto che quest'ultima non avesse indicato nei documenti di partecipazione alla gara gli oneri economici in termini di sicurezza e il costo del lavoro aziendale. Per i magistrati torinesi entrambi i reclami erano infondati. L'officina saviglianese per i giudici aveva infatti specificato in uno dei capitoli del bando gli oneri di sicurezza, quantificandoli in 700 euro. Per quando riguarda i costi di manodopera l'impresa non era tenuta a specificarli semplicemente perché era il bando stesso a prevedere il costo fisso di 36,70 euro all'ora. La gara era stata aggiudicata all'officina saviglianese perché fu questa a proporre il più alto ribasso sul prezzo. «Essendo già determinato in maniera fissa e invariabile il costo della manodopera- hanno scritto i giudici in sentenza - non c'era alcuna necessità che i concorrenti specificassero nella propria offerta un dato già noto alla stazione appaltante». Il Consorzio che ha presentato il ricorso non solo non ha ottenuto, come chiedeva, l'annullamento del bando di gara a suo tempo ma ha visto respinta anche la richiesta di risarcimento dei danni. Dovrà, in più, pagare le spese per 2500 euro, di costituzione in giudizio del ministero della Difesa. Ovviamente di tratta dell'esito del primo grado di giudizio e il consorzio potrà proporre ricorso al Consiglio di Stato. - © RIPRODUZIONE RISERVATA