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28/09/2018

Al Sud dipendenti pubblici in calo: peggiorano i servizi

Il Messaggero - Michele Di Branco

IL RAPPORTO
LO STUDIO ANCE-SVIMEZ: LO SPOPOLAMENTO RIDIMENSIONA LA PA RIDUCENDO L'EFFICIENZA IL PREZZO LO PAGANO CITTADINI E IMPRESE
R O M A Il Mezzogiorno in crisi si svuota e con il calo della popolazione gli uffici pubblici subisco no una vera e propria emorragia di personale. Risultato: chi resta al Sud, tra cittadini e imprese, vede deteriorarsi la qualità dei servizi e l'economia peggiora. Il cortocircuito che fulmina la crescita del Meridione viene descritta plasticamente dal "Rapporto Sud", presentato ieri a Reggio Calabria da Ance e Svimez. Dall'indagine emerge che tra il 2008 e il 2017 il Mezzogiorno ha perso oltre 300 mila occupati e che negli ultimi 4 anni 2017 c'è stato un calo demografico di 228 mila abitanti, come se fosse sparita l'intera città di Messina. Uno degli effetti dello spopolamento, appunto, è il forte ridimensionamento della macchina amministrativa che ha portato a una perdita di efficienza con conseguenze drammatiche su cittadini e imprese. IL PERSONALE Tra il 2011 e il 2015, infatti, la Pa del Sud ha perso circa 11mila unità, mentre al Centro Nord, sono aumentate di circa 13mila. E a pagare il prezzo più salato, in termini di carenza di personale, sono Comuni e Province, che dovrebbero fornire servizi cruciali. Risulta quindi più difficile applicare le riforme, come è accaduto con il nuovo codice degli appalti. «Linee ferroviarie vecchie, binari unici, strade dissestate e insicure: il gap infrastrutturale pesa sulla qualità della vita dei cittadini e sulla capacità di sviluppo delle imprese» ha ammonito il presidente dell'associazione costruttori (Ance), Gabriele Buia. Ma i dati dicono che non è solo un problema di risorse. Sono 83 i miliardi destinati alle opere pubbliche nel Mezzogiorno ma i finanziamenti non si trasformano in cantieri: tra il 2008 e il 2017 i Comuni hanno visto la spesa in conto capitale ridursi del 38% a fronte di una spesa corrente in aumento del 3,5%. Stesso andamento per la spesa dei fondi strutturali europei della programmazione 2014-2020. Secondo le analisi dell'Ance, tra fondi Ue e fondo Sviluppo e Coesione, le risorse destinate a interventi alle costruzioni si aggirano intorno ai 44 miliardi di euro, ma la spesa è ancora al ralenti: a fine giugno 2018, dopo 4 anni e mezzo, l'Italia ha impiegato solo circa 4,8 miliardi del totale dei fondi strutturali (52 miliardi), pari al 9,3%. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Barbara Lezzi (ministro Sud)

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