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18/05/2021

Al Santa Maria Nuova sbarca Markas È battaglia sull’appalto per le pulizie

Gazzetta di Reggio - Ambra Prati

L'azienda altoatesina scalza la reggiana Coopservice, ma i secondi classificati presentano ricorso Sindacati preoccupati dall'esito della gara: «Offerta troppo bassa rispetto ai costi di sanificazione» sanità
Ambra Prati REGGIO EMILIA. Nella sanità reggiana si parlerà il tedesco. Ma il caso finisce al Tar. Il maxi appalto per "l'affidamento del servizio di pulizia, disinfezione ambientale e altri servizi" indetto dalla Regione per le aziende sanitarie comprendente la nostra provincia - la fetta più consistente è rappresentata dal Santa Maria, ma anche tutti e cinque gli ospedali provinciali - è stata vinta da Markas Italia Srl, multiservizi a conduzione familiare alto-atesina (con sede a Bolzano e due filiali in Austria e Germania), fortissima in certificazioni e sostenibilità ambientale, che ha scalzato la Coopservice aggiudicandosi il prossimo triennio con un ribasso del 16,41%: rispetto alla base d'asta di 37 milioni l'offerta vincente è stata di 31,6 milioni. il ricorso Il secondo classificato Dussmann Service Srl - che aveva proposto un ribasso del 17% - ha presentato ricorso e questo potrebbe far slittare il subentro di Markas negli ospedali reggiani, previsto l'1 luglio. «Noi abbiamo presentato l'offerta economica più alta come valore perché siamo all'interno dell'arcispedale e sappiamo quali sono le effettive esigenze - si è limitata a dichiarare Coopservice, arrivata terza - A questi prezzi non siamo disponibili, non c'è sostenibilità economica». Il servizio, fino al 2020, è stato assicurato dalla reggiana Coopservice, che si era aggiudicata il precedente appalto 2015-2020: il primo e secondo lotto, l'Asl di Modena e l'ospedale di Sassuolo, era stato affidato a Dussmann Service Srl per 5,7 milioni, il terzo del Santa Maria (capofila) se l'era assicurato Coopservice per 35,7 milioni. LA GARAIl nuovo appalto dedicato alla pulizia e disinfezione ambientale è stato bandito dall'Agenzia Intercenter Emilia-Romagna (centrale di acquisto che aggrega la spesa delle pubbliche amministrazioni) l'8 luglio 2019 con "l'applicazione del criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa"; il che non significa la cifra più bassa, visto che il punteggio viaggia sul doppio binario della parte tecnica e dell'offerta economica. Un disciplinare di gara di durata triennale (rinnovabile per un quarto anno), diviso in nove lotti, ha messo in palio un piatto appetitoso che va dall'Asl Romagna insieme all'Irst di Meldola all'Asl di Reggio, dall'ospedale Maggiore di Parma all'Asl di Piacenza, dall'Asl di Modena e di Imola fino l'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna. Per un importo totale, a base di gara, pari alla cifra di 293 milioni: per la precisione 293.632.500. Nel bando si chiarisce che "l'importo del singolo lotto comprende i costi della manodopera", che l'Agenzia ha stimato per l'Asl di Reggio in 28,7 milioni, mentre per gli altri parametri Intercenter ha calcolato "i prezzi di riferimento in ambito sanitario rilevati nell'anno 2017 dall'Anac, in particolare si è tenuto conto delle tipologie di superfici e relativi metri quadrati, delle frequenze delle prestazioni, del numero di addetti ed eventuali servizi aggiuntivi". Con il piccolo particolare che, nel frattempo, è scoppiata la pandemia, che ha comportato un impegnativo aggravio delle necessità di sanificazione, non compensata dal fatto che "per l'Asl di Reggio è prevista una superficie aggiuntiva, relativa alle mense e alle cucine, la cui remunerazione è computata all'interno del canone". In totale sono state sette le offerte ritenute valide. Il 18 dicembre scorso sono state aperte le buste: sul lotto reggiano ha piantato la bandiera Markas, seconda Dussmann e terza Coopservice. Il sindacato «Vincere un bando sulle pulizie anche dei locali Covid, nell'anno della pandemia, con un ribasso del 16% è un fatto preoccupante che rischia di ricadere sui lavoratori. Gli addetti alle pulizie, solo al Santa Maria trecento persone, sono molto preoccupati per il futuro». Lo spiega Luca Chierici, della Filcams-Cgil che segue il settore mense e servizi. «Un'aggiudicazione con un taglio di quell'entità fa sì che sia il soggetto appaltante (cioè Asl e Regione) a legittimare un'operazione del genere». Il sindacalista sottolinea un aspetto: «In piena pandemia si va a risparmiare sulla sanificazione di reparti Covid e sale operatorie, proprio in un periodo in cui anche per il cittadino che si opera di appendicite è prioritario il diritto di recarsi in un ospedale pulito e sicuro. Questo appalto non solo mette a rischio la qualità del lavoro (a nostro avviso la pubblica amministrazione dovrebbe tenere alta la guardia su settori così delicati) ma anche la qualità del sistema sanitario regionale». Senza contare, prosegue, l'incognita sul personale. «Quando avviene un cambio di appalto d'abitudine la società uscente licenzia il personale, poi riassunto dalla subentrante. Il problema è a quale condizioni: il nostro timore è che la riduzione che ha determinato la vittoria di Markas ricadrà sul personale. Chi lavorava 40 ore a settimana potrebbe vedersi ridotto in modo significativo l'orario, magari per pulire gli stessi metri quadri. A queste condizioni come si fa a garantire un servizio adeguato?». Sul destino degli addetti alle pulizie è buio fitto. «Per ora non abbiamo alcuna indicazione. Vedremo cosa succederà nelle prossime settimane». --© RIPRODUZIONE RISERVATA