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23/04/2021

Al Recovery servono le Società di Progetto

MF - Luigi Grillo

COMMENTI & ANALISI
Il governo Draghi si è impegnato a presentare entro il prossimo 30 aprile il documento finale del Recovery Fund. Una volta definito il piano e trovata l'intesa con la Ue dobbiamo tenere presente che i finanziamenti delle opere sono strettamente dipendenti dalla capacità di presentare progetti esecutivi nei tempi brevi. La Commissione infatti emetterà i bonifici in presenza di riscontri effettivi non di promesse politiche. I tempi sono quindi strettissimi. Le procedure attuali che vengono usate per le normali opere pubbliche in Italia non sono in grado di garantire il risultato finale. Vale la pena ricordare che oggi in Italia ci sono oltre cento differenti modi per affidare un contratto. Per questi motivi ritengo che il governo dovrebbe al più presto: 1) approvare un decreto legge con cui individuare le Opere Strategiche da inserire nel Piano da inviare a Bruxelles e stabilire che, per la realizzazione di queste opere, le procedure sono procedure speciali ricavate da una rivisitazione del Codice degli Appalti nel rigido rispetto delle tre direttive europee (direttiva sulle concessioni, direttiva sui settori ordinari e direttiva sui settori speciali); 2) approvare con decreto legge l'istituzione di una cabina di regia composta dal presidente del Consiglio dei ministri, dal ministro delle Infrastrutture, dal ministro dei Beni Culturali, dal ministro dell'Ambiente, dal ministro dell'Economia, dal ministro delle Attività produttive, dal ministro del Turismo, dal ministro della Sanità a cui affidare il potere di dirimere eventuali contrasti che dovessero sorgere tra i Ministeri, le Regioni e gli enti locali; 3) sterilizzare il reato di abuso di ufficio configurandolo solo e soltanto quando si dimostra che c'è dolo o colpa grave. Con queste premesse è possibile prevedere un protagonismo non dello Stato ma di apparati pubblici (Cassa Depositi e Prestiti) che assieme a Fondi italiani e stranieri, alle Regioni e agli enti locali costituiscano Società di Progetto per finanziare i principali interventi infrastrutturali di implementazione logistica del Paese da realizzare con la tecnica del Project Financing. Ogni Società di Progetto dovrebbe prevedere di finanziare il 50% del fabbisogno per la realizzazione dell'opera con obbligazioni ventennali emesse dalla Cassa Depositi e Prestiti portanti interesse a limitato premio sul mercato, finanziando con proprio capitale l'ulteriore fabbisogno del 25% e impiegando i contributi europei per il restante 25%. In questo modo si otterrebbero due importanti risultati: a) un effetto leva sui fondi europei così da realizzare opere in numero assai maggiore rispetto a quanto se ne potrebbero fare utilizzando le sole risorse del Recovery Fund; 2) rendere attraente alla finanza privata l'acquisto di obbligazioni di lungo periodo altrimenti di scarso interesse in una fase storica nella quale si registra una crescita consistente del risparmio privato in Italia. La Società di Progetto così finanziata avrà il compito di organizzare e gestire l'appalto europeo a cui potranno partecipare le singole società di costruzioni italiane o consorzi di società. Non sarà lo Stato ma una Società di Progetto, che è una realtà privata, che organizzerà gli appalti europei (che, come è ben noto, ubbidiscono primariamente alle direttive europee) e che assegnerà a società singole o a consorzi di società la realizzazione di un'opera strategica che sarà sottoposta alla vigilanza e ai controlli della Commissione Europea. (riproduzione riservata)