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10/11/2020

Al Comune la villa del pm condannato

La Stampa - ANTONIO GIAIMO

Cantalupa, l'immobile era stato confiscato all'ex procuratore capo di Pinerolo Marabotto IL CASO
L'ex magistrato è colpevole di corruzione e truffa ai danni dello Stato
L'ultimo tassello della vicenda giudiziaria che aveva travolto l'ex procuratore della Repubblica Giuseppe Marabotto per false perizie, mentre era alla guida della Procura di Pinerolo, è andato a posto. La sua villa in via Coassoli 57, a Cantalupa, già confiscata, in base alla legge che toglie i beni alla criminalità organizzata, adesso diventa una proprietà comunale. «Il cancello d'ingresso è in parte ostruito dalle piante e una rigogliosa vegetazione si è sviluppata anche oltre la recinzione creando disagi ai vicini - spiega il sindaco Giustino Bello - in pieno abbandono rischiava di diventare un problema». E aggiunge: «Adesso abbiamo due possibilità: adibirlo a centro per un turismo sportivo oppure trasformarlo in un centro diurno per gli anziani, che potrebbero essere accompagnati lì al mattino, passare la giornata in compagnia, fare pranzo per rientrare a casa alla sera». E precisa: «Certamente non verrà adibita ad un centro per il recupero da qualunque patologia, quello è un bel borgo di villette». Facendo un passo indietro nella vicenda si arriva ad una richiesta del pagamento dell'Imu che il Comune aveva avanzato nei confronti dell'agenzia statale (Anbsc) che aveva in possesso il bene: «Quando nel 2012 era entrata nel patrimonio dell'agenzia ci avrebbero dovuto pagare 28 mila euro di tributi, somma mai versata. La scorsa estate è stato pubblicato un bando che ci ha dato la possibilità di entrare in possesso della villa, senza spese, condonando però all'agenzia il debito e così abbiamo fatto. Certo anche noi abbiamo un vincolo, la villa non potrà mai essere posta in vendita ma usata solo per fini sociali». Il 28 ottobre è arrivata la notifica al Comune con la quale è entrato in possesso del bene. I prossimi passi saranno la convenzione con una cooperativa per la sua gestione, al pian terreno c'è un ampio salone, al piano superiore la cucina e delle camere dove si potrebbero ricavare una dozzina di posto letto. L'ex procuratore a Cantalupa non si è mai più visto. «Credo che abiti poco lontano, dalle parti di Piossasco o Bruino- dice il sindaco, che si ricorda bene un antefatto alla attuazione delle false perizie e delle parcelle gonfiate - avevo segnalato io al magistrato il fatto che in una villetta del paese risultavano domiciliate 200 ditte, alcune importanti». Questa il primo ingranaggio che aveva messo in moto tutto il resto, prima l'inchiesta e poi la truffa. Dagli armadi della Procura Marabotto faceva uscire i bilanci delle società e li affidava ad un giro di professionisti compiacenti, anche loro condannati, che preparavano le inutili perizie. Certo, perché nessuna era servita per scovare evasori o per far entrare denaro nelle casse dell'erario. I primi a guadagnare erano i consulenti del magistrato, per ogni professionista venivano pagati 12 mila euro. Fine della brillante carriera di un magistrato salito alle cronache per aver scoperto, a Torino, il calcio scommesse. Un procuratore attento nelle indagini e grande appassionato di calcio, tanto da diventare il commentatore in diversi programmi televisivi. Il sistema illegale iniziato nel'97 era finito nel 2005. Marabotto aveva patteggiato una pena a 4 anni e 4 mesi e il giudice aveva disposto il sequestro di beni per 900 mila euro. Una parte di denaro era stata recuperata, ma altre somme sono sparite. - © RIPRODUZIONE RISERVATA L'ex magistrato Giuseppe Marabotto, 73 anni, è stato magistrato a Torino e dal 2002 al 2005 a capo della Procura della Repubblica di Pinerolo. Nel 2009 è stato arrestato con l'accusa corruzione e truffa allo Stato. Su La Stampa Così sul giornale del 6 ottobre 2012 la notizia della condanna di Giuseppe Marabotto da parte della Corte dei Conti: secondo i giudici contabili, l'ex procuratore avrebbe dovuto restituire 15 milioni di euro.

Foto: L'ex villa del magistrato Marabotto, in via Coassoli 57a Cantalupa, è abbandonata da molti anni