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04/06/2019

Al Colle preoccupa lo stallo «Servono subito risposte»

La Gazzetta Del Mezzogiorno

SEGNALI DI PACE Il ministro Giulia Grillo (M5S): «La flat tax abbiamo detto che la votiamo tutti: la portino in Cdm» IL LEGHISTA «Non abbiamo mai smesso di lavorare, evitando di rispondere agli insulti. E gli italiani ce l'hanno riconosciuto»
Il leader pentastellato chiede vertice immediato. Rumors sul rimpastone. È già scontro sullo Sblocca cantieri
l ROMA. Il Parlamento è fermo; lo spread sente l'odore del sangue; la Commissione europea non potrà che seguire la linea dura e si avvicina un autunno che dovrà licenziare una legge di Bilancio 2020 davvero imponente. C'è abbastanza carne al fuoco per preoccupare il presidente della Repubblica peraltro già da settimane tirato per la giacchetta ad intervenire in una crisi che nulla c'entra con il Quirinale. Dove ormai si auspica il chiarimento in tempi brevi e si aspettano le risposte. Il premier - che prima si è consultato con il capo dello stato e poi lo ha informato dei contenuti del suo messaggio - ha parlato con chiarezza e ora si aspetta di capire se Lega e Cinque stelle gli risponderanno in maniera seria. La preoccupazione di Mattarella per la prossima legge di Bilancio è nota e per tutti è arrivata l'ora delle scelte. Il galleggiamento non può durare a lungo e da tempo il Colle è pronto ad affrontare la situazione. Anche mettendo tra le opzioni elezioni anticipate, magari a settembre per dare al Paese più chance di finire l'anno con una Finanziaria. Infatti la tenuta dei conti pubblici e di conseguenza i risparmi degli italiani sono materia costituzionale e Sergio Mattarella ha da giorni compreso che nulla è peggio dell'immobilismo e che il livello degli sgarbi all'interno della maggioranza ha superato il livello di guardia. Anche l'attività parlamentare è congelata nella paura reciproca di agguati. È infatti stallo sui decreti Sblocca cantieri e Crescita. Da giorni si cerca una data per il Consiglio dei ministri e da giorni si parla di un vertice di governo che nessuno ha la forza di convocare. E che ieri sera Luigi Di Maio ha chiesto di organizzare in poche ore ma l'agenda dice sarà molto, molto difficile svolgerlo prima di venerdì. Matteo Salvini ha ripreso la campagna elettorale con ritmi forsennati per fare bottino anche ai ballottaggi delle amministrative e tutte le fonti indicano che la Lega fino a lunedì non farà strappi. Ecco perchè la bontà della mossa del premier rimane un'inco gnita. Al di là del suo successo - e andando oltre le prime dichiarazioni di facciata - l'ultimatum di Giuseppe Conte porta almeno un elemento di chiarimento su come si potrà aprire la crisi. Forse non serviranno incidenti parlamentari o uscite unilaterali dalla maggioranza. Potrebbe essere lo stesso Conte a salire al Quirinale a certificare al presidente che così proprio non si può andare avanti. Uno scenario che aprirebbe diverse altre strade e potrebbe incrociare un altro dei temi forti che girano sottotraccia ma che la Lega non ufficializza: l'ipotesi di un rimpastone per riequilibrare i rapporti di forza dentro il governo dopo il ribaltone delle europee. Ipotesi tutta da verificare poi nelle valutazioni del presidente della Repubblica. Tutto in alto mare, quindi. In ambienti della maggioranza in molti ricordano che c'è ancora un mese di tempo per staccare la spina e andare a elezioni a settembre. Ma tra i 5Stelle i dubbi sono molti, così in serata arriva l'aperture del ministro Giulia Grillo alla flat tax: «Portatela in Cdm e la votiamo». Tutto bene? No. Tocca a ministero guidato del pentastellato Danilo Toninelli rialzare la tensione sul decreto Sblocca-cantieri: «Se la Lega vuole far saltare il decreto e magari così mettere a rischio lo stesso governo, lo dicesse in maniera chiara e se ne assumerà le responsabilità», affermano non meglio qualificate fonti del Mit dopo che la riunione di governo e maggioranza sul decreto sblocca cantieri si è interrotta per la divergenza sull'emendamento della Lega sullo stop per due anni al codice degli appalti.

Foto: L'ARBITRO Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella