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24/03/2021

Aiuti anti Covid e criminalità, allerta Ocse

Il Sole 24 Ore - Alessandro Galimberti

FORUM A PARIGI
L'organizzazione alza la guardia sui rischi di dirottamento dei fondi
«Fine del gioco delle coperture: repressione dei professionisti che consentono reati fiscali e dei colletti bianchi». Esordio più chiaro non potrebbe esserci al Global Anti-Corruption & Integrity Forum dell'Ocse che si apre questa mattina a Parigi per una tre giorni, ovviamente solo virtuale, di analisi e convegni.

Nei mesi del lancio del più grande piano di risorse pubbliche in funzione anti-Covid - migliaia di miliardi di dollari paracadutati dai governi in ogni angolo del pianeta - l'Ocse punta senza esitazioni il faro (anche) sui facilitatori del prevedibile assalto alla diligenza: i professionisti. Se è vero che non è la prima volta che le istituzioni sovranazionali entrano in tackle su un tema delicatissimo (il ruolo dei colletti bianchi nei trasferimenti/dirottamenti del "nero" internazionale) -considerato che già nel 2019 la Banca Mondiale aveva evidenziato nella conferenza «Ending The Shell Game: a New Global Norm for Beneficial Ownership Transparency» come l'abuso di veicoli societari "anonimi" sia un ostacolo a tanti obiettivi di civiltà - non era mai successo che le devianze del secondo o terzo livello emergessero così chiare come patologie.

Anche perché i relatori attesi, per quanto "tecnici" e non politici, sono tutt'altro che di secondo piano, a cominciare dal capo delle indagini criminali "worldwide" dell'International revenue service statunitense, Jim Lee, che supervisiona uno staff mondiale di 3.000 dipendenti sparsi in 11 Paesi esteri.

Che la criminalità organizzata abbia appetiti cronici sugli investimenti e sui finanziamenti pubblici è un dato assodato da tempo, soprattutto in Italia dove la Direzione investigativa antimafia periodicamente segnala il pericolo e le effettive infiltrazioni negli appalti. Ancora poche settimane fa, nella periodica relazione al Parlamento, veniva rimarcato l'incremento delle «attività criminali di secondo livello che esprimono la capacità delle organizzazioni criminali di riciclare e reimpiegare denaro, di corrompere pubblici funzionari e di spostare capitali» in particolare sugli appalti di grandi opere e sulla sanità.

La novità è che da oggi a Parigi si discuterà di come i crimini dei colletti bianchi, quali l'evasione fiscale, la concussione e la corruzione sono spesso occultati attraverso complesse strutture legali e transazioni finanziarie «agevolate da avvocati, contabili, istituzioni finanziarie e altri "abilitatori professionali" di tali crimini». Crimini che hanno un impatto significativo sulle entrate del governo, sulla fiducia del pubblico e sulla crescita economica, inclusa la ripresa da Covid-19, appunto.

Da qui la proposta dell'Ocse di definire una serie di strategie e di azioni che i Paesi devono intraprendere «per affrontare gli intermediari professionali che consentono l'evasione fiscale e altri crimini finanziari per conto dei loro clienti criminali». In sostanza, l'obiettivo (ambizioso) è di togliere la base di consulenza legale e professionale a queste attività criminali.

Riprendendo la relazione della Dna italiana, si osserva lì che le organizzazioni criminali, sempre molto attente alla cronaca, «hanno saputo cogliere il carattere dell'estrema urgenza nella tutela della salute pubblica, subentrando anche attraverso la pre-costituzione di reticolate schermature societarie, nelle procedure pubbliche dirette all'affidamento della fornitura di beni e servizi, anche in deroga alle norme previste dal Codice degli appalti». Negli Stati Uniti da tempo l'osservazione di questi fenomeni, che evidentemente non hanno un trademark Paese, hanno portato all'individuazione delle cosidette "shell companies", utilizzate per parcheggiare e poi reimpiegare il denaro drenato dall' evasione fiscale fino a operazioni corruttive e oltre.

Ma forse oggi è davvero arrivato il momento di decretare la fine dello Shell Game.

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L'obiettivo è togliere la base di consulenza legale e professionale a reati quali evasione fiscale e riciclaggio