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30/11/2019

Aiuti alle nuove giovani imprese e ai disoccupati di lungo corso

La Repubblica - Album - Maurizio Bologni

Per dare impulso al lavoro la Regione si muove su due direttrici: un bando eroga microcredito a coloro che avviano aziende nei più svariati settori, dall'altro lato si offre formazione a chi ha perso il posto
Professionisti, partite Iva, imprese gestite da donne, piccole aziende in fase di avvio, attività turistiche o commerciali. Ma anche persone che da tempo cercano un lavoro dipendente e over 50 che è difficile ricollocare. Si chiude un mese di novembre segnato da due bandi della Regione Toscana varati per dare una scossa alla crisi occupazionale. Il primo è destinato a un mondo, in buona parte fatto da giovani, ragazze e ragazzi che, con passione cercano di trovare la propria collocazione nel mercato del lavoro con una nuova attività. È il Bando per il microcredito: uno strumento che può essere attivato facendo domanda in qualunque momento, che prevede finanziamenti a start up e nuove imprese, fino all'esaurimento delle risorse. Finanziato con il Programma operativo (Por) del Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) 2014-2020, il piano è promosso nell'ambito di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l'autonomia dei giovani. Con i precedenti bandi è stata finanziata la creazione di 1.465 imprese, corrispondente ad un importo di denari concessi pari a oltre 31,6 milioni di euro. «Troppo spesso - commenta il presidente della Regione Enrico Rossi ci sono aspiranti piccoli imprenditori che, a causa delle difficoltà ad accedere al credito ordinario, devono rinunciare alle proprie idee. È un patrimonio di energie, competenze e spinte innovative a cui la nostra economia deve poter attingere per crescere e rinnovarsi. Per questo abbiamo deciso di proseguire con una iniziativa come il microcredito». Il programma ha già i suoi testimonial. È il caso di Monica, Lorenzo e Salvatore che, grazie al microcredito ce l'hanno fatta e che ora mettono la faccia nella campagna che la Regione ha promosso per far conoscere questo bando e le opportunità che offre. La campagna è capillare su tutti i principali media toscani; dalle radio locali, ai principali quotidiani on line, alle affissioni dinamiche sui bus e sulla tramvia fiorentina, all'advertising nelle stazioni ferroviarie toscane fino ai cinema, oltre alla comunicazione web e social dei canali di Regione Toscana. Destinatari del bando sono le micro e piccole imprese (giovanili, femminili o di destinatari di ammortizzatori sociali), i liberi professionisti (che la Toscana per prima ha equiparato alle imprese nell'accesso ai fondi europei) e le persone intenzionate ad avviare un'attività imprenditoriale o un'attività di libera professione entro sei mesi dalla domanda. Il bando è a sportello, cioè non ha scadenza e si può presentare domanda in qualunque momento, fino ad esaurimento dei fondi. Il valore totale del programma di investimento ammesso non può essere inferiore a 8 mila euro o superiore a 35 mila. I progetti di investimento di valore superiore saranno comunque ammessi fino all'importo di 35 mila euro, fermo restando l'obbligo di rendicontare l'intero valore dell'investimento. Il credito è a tasso zero e copre fino al 70% dell'investimento. In questo mese di novembre è partita pure la seconda fase del Piano integrato toscano per l'occupazione (Pio), che nel 2018 ha messo a disposizione un sostegno al reddito di circa 22 milioni di euro per un mix di politiche passive ed attive: contributo economico di 500 euro per sei mesi e formazione mirata alla ricollocazione incentivando anche le aziende che assumono. Le adesioni alla prima fase sono state 6.696, di cui 5.813 (circa l'85 per cento) presentate da disoccupati di lunga durata. «I risultati sono più che positivi perché oltre 4mila persone, il 60 per cento, hanno sperimentato un avviamento al lavoro. Si tratta di un risultato eccezionale», ha commentato l'assessore Cristina Grieco. La seconda fase del Pio prevede una dotazione di risorse pari a 7 milioni di euro. Non è previsto il sostegno al reddito ma l'iniziativa si apre anche a casi di grandi crisi.

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Foto: Il governatore Enrico Rossi ha dedicato un programma specifico ai ragazzi: "Giovanisì"


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Foto: Il coworking è uno strumento prezioso per i giovani che aprono imprese e hanno ancora pochi fondi