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14/09/2021

Aiuti alla microimpresa: il bando è da rifare

QN - La Nazione

di Claudio Laudanna CARRARA Sarebbe dovuta essere una boccata d'ossigeno per le microimprese in ginocchio a causa della pandemia, ma si è risolto in un buco nell'acqua. Il Comune nel marzo scorso aveva stanziato ben 550mila euro da elargire a fondo perduto a tutte quelle attività commerciali che avevano pagato un prezzo alto alla emergenza sanitaria, ma alla fine ne assegnerà solo 44mila. Il bando dello scorso inverno prevedeva contributi mirati per una lunga lista di attività: dai bar alle palestre, passando per negozi, fotografi, agenzie di viaggio, tatuatori e organizzatori di feste e cerimonie. Per tutti loro era prevista la possibilità di incassare un assegno una tantum e «senza obbligo di rendicontazione», fino a un massimo di mille euro lordi, che poi era stato aumentato a duemila. Nello stesso bando, tuttavia, venivano fissati paletti molto stringenti come, per esempio, essere in regola con tutti gli obblighi previdenziali e assistenziali nei confronti dei lavoratori, non avere debiti nei confronti del Comune e, non ultimo, il poter dimostrare di avere avuto un calo del fatturato di almeno il 50 per cento dal 1 marzo 2020 al 31 dicembre dello stesso anno rispetto allo stesso periodo del 2019. Restrizioni che, a conti fatti, sembrano aver tagliato fuori la maggior parte di chi avrebbe potuto ottenere questo contributo tanto che appena 30 domande sono state accolte. «Il problema - spiega la presidentessa di Confesercenti Alida Vatteroni - è che in questo bando sono stati sbagliati i criteri per parteciparvi. Il 50 per cento di calo del fatturato è, anzitutto, un requisito troppo alto, visto che la maggior parte delle imprese che ha avuto un calo del genere ha chiuso. Anche gli altri punti poi erano troppo stringenti». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Sara Giovannini, direttrice di Confcommercio. « Il calo del 50 per cento - dice - è un numero troppo alto, ma anche quello sulla regolarità contributiva non è di secondo piano. Un problema questo che non riguarda solo Carrara, ma tutta Italia, visto che si creano bandi per dare una mano alle imprese e poi si chiede loro di essere in pari con i pagamenti. Tutto ciò nell'immediatezza della crisi è molto difficile per chiunque e rappresenta un grosso ostacolo burocratico». Queste osservazioni sono già arrivate anche in piazza II Giugno dove l'amministrazione è corsa ai ripari e presto dovrebbe aprire un nuovo bando. «E' indiscutibile - sottolinea l'assessore al Commercio Daniele Del Nero - che questa prima formulazione fosse troppo stringente e si rivolgesse a una fetta troppo piccola di imprese. Per questo stiamo lavorando a un nuovo bando che dovrebbe assegnare 400mila euro di contributi e che avrà maglia più larghe. I dettagli devono ancora essere definiti, ma l'input è quello di prevedere contributi anche per chi ha avuto un calo superiore al 30 per cento e, in ogni caso, ridurre al massimo i possibili elementi di esclusione». © RIPRODUZIONE RISERVATA