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14/04/2020

Aiuti agli indigenti, in un vademecum i passi per le richieste dei Comuni

Giornale di Sicilia

Hanno già aderito 126 sindaci. I dieci punti della procedura
Buoni spesa in ritardo L ' Anci: deroghe alle norme per individuare i supermercati che sono convenzionati
I fondi per i nuclei senza reddito dopo l ' epidemia L ' iter è troppo complesso PA L E R M O La Regione ha inviato all ' Anci un vademecum per l ' erogazione dei primi 30 milioni di aiuti alle famiglie che hanno perso ogni forma di reddito in questa emergenza. Un iter scadenzato in almeno 10 punti che ha fatto di nuovo sollevare i dubbi dell ' associa zione dei sindaci sulla reale possibilità di spendere in fretta questo budget stanziato da Musumeci. E tuttavia Palazzo d ' Orleans ieri ha rilanciato il proprio piano, segnalando che già 126 sindaci hanno accettato le procedure imposte e hanno chiesto di avere i soldi. È un altro capitolo di una delle vicende più controversa dei giorni del Coronovirus. Ormai due settimane fa la giunta Musumeci ha stanziato 100 milioni di fondi europei con cui i sindaci dovrebbero erogare buoni per l ' acquisto di farmaci e cibo a chi dichiara di non avere nulla. Soldi che si sommano ai 45 milioni stanziati dallo Stato per lo stesso motivo. E tuttavia le procedure per erogare i soldi dello Stato sono molto diverse da quelle previste dalla Regione. Mentre Palazzo Chigi ha in pratica lasciato mani libere ai sindaci, Palazzo d ' Orleans ha imposto un iter molto dettagliato. Il vademecum prevede che ogni sindaco debba sottoscrivere un «atto di adesione» che prevede a sua volta di richiedere al Cipe il codice unico di progetto, individuare e comunicare il responsabile della procedura, pubblicare il bando con cui si informa che c ' è la possibilità di ottenere i bonus, predisporre un timbro con la dizione «spesa che ha usufruito del contributo del Po Fse». E ancora i sindaci dovranno effettuare un controllo a campione sulle autocertificazioni di chi parteciperà al bando, fare le graduatorie e trasmetterle alla Regione. Secondo l ' Anci, l ' associazione guidata da Leoluca Orlando, è un iter troppo lungo che «rischia di portare realmente nelle case dei beneficiari i buoni spesa solo fra parecchi mesi». L ' Anci chiede alla Regione di prevedere deroghe alle norme sugli appalti (con cui i sindaci devono individuare i supermercati convenzionati) e alle regole di contabilità che prevedono un passaggio in consiglio comunale per inserire questi soldi nel bilancio. È una posizione che ieri è stata sostenuta da un pezzo della maggioranza di centrodestra che comprende Lega, Mpa, Forza Italia e Mpa. «Si è creato un corto-circuito normativo - hanno detto Marianna Caronia, Luisa Lantieri, Antonio Catalfamo, Giuseppe Compagnone, Giuseppe Gennuso, Giovanni Bulla, Stefano Pellegrino e Carmelo Pullara -. A questo punto è utile, necessario ed urgentissimo un provvedimento della Protezione civile nazionale, che andrebbe anche a prevenire che simili situazioni si ripetano in altre regioni. Stiamo parlando di far mangiare i cittadini, un ' emer genza che sta assumendo proporzioni gravissime». In sintesi, servono deroghe alle rigide regole di investimento e rendicontazione dei fondi europei. Un appello che anche Musumeci giovedì sera ha rivolto al premier Conte durante la conferenza con i presidenti delle Regioni. Si vedrà nei prossimi giorni se l ' ac celerazione delle procedure potrà re a l i z z a r s i . Intanto però i sindaci hanno iniziato a chiedere i soldi alla Regione. L ' atto di adesione alle procedure sollecitato dall ' assessorato alla Famiglia guidato da Antonio Scavone è stato firmato e inviato da 126 Comuni fra cui Messina e Ragusa e grandi centri come Milazzo, Barcellona, Comiso, Caltagirone, Monreale e Gela. A questo punto l ' as sessorato alla Famiglia è pronto a erogare, probabilmente già martedì, i primi 30 milioni ai sindaci. Che poi a loro volta potranno distribuirli non appena saranno state completate le graduatorie dei richiedenti. Nel frattempo i primi cittadini stanno già distribuendo i 45 milioni arrivati senza vincoli dalla Stato. E la Regione sta provando a sbloccare gli altri 70 milioni di fondi europei per il momento agganciati a vecchi piani di spesa. Una procedura che durerà alcune settimane e che sposterà la consegna degli ultimi buoni pasto a giugno. Gia. Pi. © RIPRODUZIONE R I S E RVATA

Foto: Lega. Marianna Caronia