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19/01/2021

Aiuti a 141 attività, al via le prime erogazioni

QN - Il Resto del Carlino

Sono 270mila gli euro che il Comune di Urbino erogherà alle 141 attività del territorio che hanno subìto perdite consistenti a causa della pandemia di covid-19, nel 2020, e che hanno fatto richiesta per il bando promosso a dicembre. Questi fondi si aggiungono ai 50mila euro di buoni alimentari, stanziati dal Governo, distribuiti già prima di Natale. «I numeri sono in linea con le attese, ma non credevamo che il bando potesse essere più apprezzato di quello emanato dal Governo per gli esercenti dei centri storici. Addirittura, due gestori hanno annullato la domanda, per aderire al nostro - spiega Elisabetta Foschi, assessore alle Attività produttive -. Eravamo un po' preoccupati, perché avevamo paura che arrivassero tante domande compilate male, come successo per i buoni spesa, ma c'è stata grande collaborazione da parte degli esercenti e le richieste erano quasi tutte perfette. Così come perfetti sono stati gli uffici, che hanno fatto un grande sforzo e che ringrazio». A fronte di un contributo limite di 2.500 euro, i 141 gestori richiedenti ne hanno ricevuto 1.924 euro a testa, in media, che serviranno per coprire alcune spese fisse sostenute: «È una quota alta e tanti hanno ottenuto il massimo. Puntiamo a erogarla entro fine gennaio. Per partecipare non avevamo previsto distinzioni in base ai codici Ateco e poteva fare domanda chiunque avesse perso almeno il 25% delle entrate, a novembre 2020, rispetto al 2019. La soglia di accesso era molto più bassa rispetto ad altri che hanno proposto misure simili, che in giro non ho visto in quantità, ma capisco le difficoltà, soprattutto per i Comuni più piccoli. Mi auguro che il Governo preveda misure adeguate, la risposta non può essere in mano solo a noi». Per questi aiuti erano stati stanziati 340mila euro, di cui 70mila sono avanzati: «Più avanti valuteremo se riaprirlo, ma comunque dovremo tornare sul discorso perché non siamo messi meglio rispetto ai mesi addietro. Di avanzi ce ne sono anche per i buoni spesa alimentari: dei 70mila euro stanziati dal Governo, ne restano 20mila. Ci sono state 148 richieste e i voucher sono stati consegnati prima di Natale. Anche qua, vedremo se aprire un secondo bando o fare come durante la prima ondata, acquistandoci generi alimentari da donare alla Caritas. Accanto a questi, avevamo lanciato un bando per gli aiuti alle famiglie, con 40 domande ricevute. Ne stiamo verificando la regolarità, assicurandoci che i richiedenti non percepiscano il Reddito di cittadinanza: due ne godevano, perciò la loro è stata respinta». Come spiega il sindaco, Maurizio Gambini, queste misure «sono state condivise con le associazioni di categoria e i sindacati e ne siamo soddisfatti. Ora capiremo cosa faranno gli enti superiori, per poi muoverci ancora. Di sicuro lanceremo il bando per il rimborso della Tari agli operatori del terzo settore, su cui non siamo riusciti a lavorare prima di Natale. Dovremo concentrarci sull'aiutare le aziende a superare la crisi, così come le famiglie, ma riuscire a non far fallire le ditte è il modo principale per sostenere i cittadini a cui danno lavoro». Secondo il sindaco, però, queste misure e i ristori governativi non basteranno a scongiurare le chiusure: «È necessario un aggiornamento del Decreto liquidità per far sì che le banche non possano dire di no alle aziende che abbiano bisogno di credito. Ora, per i prestiti, è previsto un rientro in 10 anni: se lo allungassimo, abbassando il tasso, le imprese ripartirebbero da sole. Serve liquidità con rientro a lungo termine, altrimenti il 30-40% di esse non lo farà. In particolare, è necessario che il Governo garantisca e supporti le aziende che non hanno un merito creditizio al 100%, quindi si trovano nelle mani delle banche e potrebbero chiudere. Ora l'impresa rischia, oltre ad avere tassi altissimi, di finire in mano agli strozzini e alla malavita organizzata, che è un problema sociale ancora più grave». Nicola Petricca© RIPRODUZIONE RISERVATA